Per coprire i debiti, Tower Records vende i suoi negozi giapponesi

Per coprire i debiti, Tower Records vende i suoi negozi giapponesi
Non sembra correre rischi di fallimento la celebre catena di negozi americana, che le notizie degli ultimi mesi davano invece sull’orlo della bancarotta. La società di Sacramento, California, si è fortemente indebitata (e ha in scadenza il pagamento di 159 milioni di dollari, 180 milioni e mezzo di €, ai suoi creditori, tra cui la Chase Manhattan Bank), ma la vendita dei 51 punti vendita che gestisce in Giappone, annunciata in queste ore, dovrebbe garantirle un’iniezione di denaro fresco sufficiente a ristabilire una situazione di equilibrio (si parla di 122 milioni di dollari, 138,5 milioni di €).
Non deve essere stata una scelta indolore per i proprietari di Tower Records, i fratelli Michael e Russ Solomon, considerato il fatto che proprio nel paese del Sol Levante il celebre marchio sviluppava il 40 % del suo giro d’affari: ma evidentemente si è trattato di una mossa necessaria per ridurre il deficit di gestione dopo la drastica flessione delle vendite causata, secondo i vertici dell’azienda, dalla concorrenza esercitata dai negozi musicali on-line. Gli interessi del gruppo in terra nipponica saranno rilevati dal management locale con l’assistenza e il supporto finanziario del broker Nikko Cordial Corp., in attesa di una successiva collocazione di parte del capitale sul mercato azionario.
Prima della vendita dei negozi giapponesi, Tower Records, fondata dai fratelli Solomon nel 1979, gestiva complessivamente 172 punti vendita in otto diversi paesi.
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