Cresce negli USA il commercio on-line: ma libri e dischi sono in calo

La crisi del disco appare sempre più come un fenomeno generalizzato, esteso a tutti i territori e a qualunque canale di distribuzione: compreso lo shopping elettronico, un segmento di mercato che fino a pochi mesi fa sembrava promettere prospettive di sviluppo legate, se non altro, alla sua giovane età. E invece, mentre gli acquisti on-line toccano in USA il loro massimo storico, 15,8 miliardi di dollari (quasi 18 miliardi di €),le vendite in rete di CD e DVD musicali segnano il passo, contraendo anzi leggermente il volume d'affari, calcolato in circa 230 milioni di dollari (261 milioni di €) per il 2001.
Lo rivelano le ultime statistiche diffuse da ComScore, una società della Virginia che registra periodicamente le spese effettuate on-line (su siti americani) da un milione e mezzo di consumatori sparsi per il mondo e che accettano volontariamente di sottoporsi allo scrutinio dell'ente di ricerca. I fatturati degli empori musicali on-line, colpiti dalla massiccia disponibilità di musica gratuita in rete, sono in controtendenza rispetto a quelli dei siti che vendono computer, prodotti scolastici e per ufficio, articoli sportivi, film in DVD e soprattutto viaggi, un settore in fortissima ripresa dopo il crollo della domanda che fece seguito alla tragedia dell'11 settembre. Decisamente meglio vanno le cose nella vendita elettronica di biglietti per spettacoli ed eventi sportivi, sostenuta dall'inizio del campionato americano di basket ma anche dal nutrito cartellone di concerti in programma per il periodo estivo (+ 52 %, per un totale di 580 milioni di dollari).
In calo, accanto ai dischi, sono anche le vendite on-line di libri, ridottesi del 5 % rispetto all'anno precedente, a un totale di 557 milioni di dollari (632,5 milioni di €). Gli esperti di ComScore hanno tuttavia una spiegazione per il fenomeno: in entrambi i casi, sottolineano, si tratterebbe di una flessione fisiologica, dovuta al fatto che si tratta di due prodotti che hanno fatto da traino allo sviluppo iniziale del commercio elettronico e che oggi hanno ormai raggiunto uno stadio di maturità. Rockol ha interpellato a proposito anche il responsabile di Musicstore.it Paolo Panzeri, che, a proposito, ci ha confermato – almeno per quanto riguarda il mercato italiano – una situazione decisamente più rosea rispetto a quella d'oltreoceano: “Il delay che esiste tra mercato americano e sud europeo viene stimato, solitamente, in 12/18 mesi: il boom vissuto dalle società di e-commerce americane circa 2 anni fa è quello che sta investendo attualmente il mercato italiano. Per quanto ci riguarda, il trend delle vendite è in costante crescita: dall'ultimo quadrimestre del 2001 registriamo un incremento delle vendite pari al 13/15% al mese”. “Progressivamente sta aumentando il grado di affidabilità della clientela nei confronti delle transazioni on-line”, ha confermato Panzeri, “E contestualmente aumentano i prezzi dei cd e dei DVD musicali distribuiti attraverso le reti di retailing tradizionali. In sostanza, i rivenditori in Rete offrono la merce a prezzi mediamente inferiori del 15/20%”.
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