Live@Rockol: Roberto Angelini presenta 'Phineas gage' (con Pier Cortese)

Live@Rockol: Roberto Angelini presenta 'Phineas gage' (con Pier Cortese)

Amici e chitarre - parte seconda. La settimana scorsa vi abbiamo mostrato cosa succede se inviti in redazione a suonare musicisti che si conoscono da tempo.
Oggi vi mostriamo la seconda parte di quella mattinata: bbiamo chiesto a Roberto Angelini di presentare il suo nuovo album, “Phineas Gage”. Roberto ha imbracciato la chitarra e ha suonato per noi il primo singolo “Cenere” in questa bella ed essenziale versione.

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“Ci avevo messo sei anni a fare il disco precedente”, ci ha raccontato Roberto, riferendosi a “La vista concessa”. “questa volta mi sono chiuso in studio un mese con l’intenzione di fare tutto. Avevo 4 o 5 canzoni, sono venuti a trovarmi amici, abbiamo fatto delle jam. Il suono di questo disco è figlio dei concerti che ho fatto da solo: usavo dei campioni, dei loop. E così queste canzoni nascono su dei loop, sull’idea di poterle suonare in quel modo, con quella piccola astronave che mi porto in giro”.
La domanda inevitabile è il titolo del disco. “Almeno quando mi fanno questa domanda c’è una storia da raccontare e non è la mia”, scherza Roberto. “E’ un personaggio a suo modo mitico, che mi è arrivato leggendo un libro sul rapporto tra musiche e cervello. Phineas Gage era un operaio di metà ottocento che sopravvisse ad asta piantata nel cervello, ma ne uscì con un’altra personalità, perdendo l’uso dei freni inibitori. Diceva senza filtri tutto quello che gli passava per la testa: aveva perso la capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni. Riascoltando le canzoni ho trovato un filo, tutte le cose che ho fatto, dall’elettronica all’acustica, mettendoci dentro tutto senza pensare a quello che qualcuno si poteva aspettare da me”.
Poi, siccome da cosa nasce cosa, e visto che Pier Cortese - aveva accompagnatò Niccolò Fabi assieme a Roberto nella prima parte del concerto - era ancora nei paraggi... Roberto e Pier hanno imbracciato le chitarre per suonare questa bella versione di “Yoga” di Bjork, incisa per il loro progetto a quattro mani “Discoverland”, uscito qualche mese fa.

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“Con Pier ci conoscevamo da anni senza aver mai fatto niente assieme. Ci siamo incontrato ad un festival e abbiamo deciso di salire sul palco assieme, due chitarre e due voci. Lì ci siamo resi conto che ci amalgavano benissimo”, racconta Roberto. “Pier aveva fatto una canzone di Paolo Conte facendola diventare una cosa tipo “scuola romana”... da lì l’idea di fare un disco di cover, ci siamo divertiti toglie il reggae a Bob Marley o rifare Bjork alla maniera di Kings Of Convenience”,

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