Messier (Vivendi Universal) in disgrazia: i francesi lo criticano

L'immagine e la reputazione del condottiero della multinazionale francese hanno subito un crollo verticale negli ultimi mesi, secondo quanto scrive il sito Internet del Financial Times: tanto che cominciano a circolare persino voci di un possibile “colpo di stato” che porterebbe a una sua clamorosa destituzione.
Jean-Marie Messier, l'ambizioso manager transalpino che ha trasformato Vivendi da un'anonima azienda di servizi pubblici in uno dei giganti mondiali dell'intrattenimento (con vastissimi interessi nel campo della discografia, del cinema, di Internet e della telefonia mobile) non piace più a molti dei suoi più stretti collaboratori e nemmeno agli azionisti di riferimento della holding, o almeno questo è quanto raccontano le cronache. Gli investitori finanziari e la stampa di settore gli addebitano il crollo delle azioni Vivendi Universal in Borsa (- 42 % dall'inizio dell'anno, fino a toccare il livello più basso dal novembre del 1997, quando la società ancora si chiamava Generale des Eaux e si occupava della gestione degli acquedotti francesi), un bilancio in rosso per 13,6 miliardi di € (a causa dei debiti contratti) e una scarsa propensione a rendere pubblici e trasparenti i conti della società.
Ai connazionali transalpini (compreso il presidente della Repubblica, Jacques Chirac), non sono piaciute neanche le sue critiche alle misure protezionistiche e assistenziali della politica economica francese, per non parlare della crescente “americanizzazione” sua e della società (Messier, ricorda ancora il Financial Times, si è trasferito a New York, in un appartamento da diciassette milioni e mezzo di dollari pagato dalla società).
Pochi, però,sembrano disposti a credere che sarà davvero costretto ad andarsene in tempi rapidi, a meno di una imprevista sollevazione da parte degli azionisti e dei suoi colleghi nel consiglio di amministrazione. Resta il fatto che l'idillio con i media, i politici e la comunità finanziaria francese sembra essersi interrotto bruscamente e che ci vorrà probabilmente del tempo per sanare la frattura.
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