NEWS   |   Pop/Rock / 13/10/2012

Gli Who faticano. E' 'il fantasma di Keith e John'

Gli Who faticano. E' 'il fantasma di Keith e John'

Riprendere da quando c'erano ancora loro. L'hanno fatto ormai tante volte, perché gli Who di concerti ne hanno tenuti tanti, sia dopo la scomparsa di John Entwistle e ancor più dopo la morte di Keith Moon. Eppure non è la stessa cosa. Pete Townshend, che poche settimane fa ha annunciato la pubblicazione della sua lunghissimamente attesa biografia, e che a metà dello scorso settembre ha vinto il Les Paul Award della ventottesima edizione dei Technical Excellence & Creativity Awards, sentito da "Rolling Stone" ha ammesso che lui e Roger Daltrey fanno fatica a ricatturare il loro sound tradizionale. "Sentiamo i fantasmi di Keith e John", ha detto il chitarrista. "La seconda fase degli Who è stata in pratica quando abbiamo ricominciato ad andare in tour verso il 2000, 2001. Eravamo ancora in grado di evocare il sound, specialmente con Zak (Starkey, il batterista). Adesso è molto più difficile, anche se c'è Zak. Il sound di John era grosso, ricco e naturale. Quando John è morto, sul palco è rimasto un buco nel sound. Come chitarrista preferisco lavorare senza John. Ma come membro degli Who che creano quel sound viscerale, potente, incredibile, è andato. E non ce la faccio a rifarlo nuovamente".




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La casa editrice newyorkese HarperCollins, tra i cui autori spiccano Paulo Coelho e Tolkien, sta intanto commercializzando l'autobiografia, intitolata "Who I am", di Pete. Tra i vari negozi online, Amazon lo sta proponendo a $17.85. "Per me questa autobiografia non è una questione di vanità, è un rito di passaggio", aveva riferito il musicista e compositore nel maggio 2011. "Il rock'n'roll è un lavoro duro, per quanto cinicamente o comicamente venga dipinto dai suoi detrattori. Sono fortunato ad essere vivo e anche ad avere questa storia pazzesca da raccontare, piena di incredibili avventure e macchinazioni creative".
 

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