'Led Zeppelin - Celebration day': la scaletta del concerto alla O2 Arena

'Led Zeppelin - Celebration day': la scaletta del concerto alla O2 Arena

Sedici canzoni, due ore di concerto. La già leggendaria esibizione che i Led Zeppelin hanno tenuto il 10 dicembre del 2007 alla O2 Arena di Londra (e che mercoledì prossimo, 17 ottobre, sarà possibile vedere in quasi 150 cinema italiani: qui l'elenco completo delle sale), non ha scontentato chi voleva ascoltare dal vivo, magari per la prima volta, i classicissimi della band, ma ha riservato anche alcune sorprese. A cominciare dal pezzo che ha inaugurato la performance, "Good times bad times": scelto, come ha spiegato da John Paul Jones durante la conferenza stampa londinese di presentazione del progetto "Celebration day", in quanto primo brano del primo album degli Zeppelin ma anche, ha aggiunto Jimmy Page, per spiazzare chi si aspettava un "greatest hits" o un'esibizione standard. Dopo il tour d'esordio in Scandinavia, infatti, quel brano era praticamente scomparso dalle setlist degli Zeppelin (che negli ultimi concerti del 1969, come ricorda Dave Lewis nel libro "Led Zeppelin - A celebration", lo ripresero brevemente in medley con "Communication breakdown").

Stessa sorte toccata a "Ramble on", uno dei pezzi più noti di "Led Zeppelin II" (1969) che pure non venne mai eseguita dal vivo dal quartetto in versione completa (Robert Plant, invece, l'ha riproposta nel tour 2010-2011 con la Band Of Joy), mentre "For your life", estratta da "Presence" (1976), non era mai entrata a far parte del repertorio live della band fino allo show londinese del 2007.

Il resto della scaletta della serata include invece i pezzi forti del repertorio, dagli inizi ("Dazed and confused", cavallo di battaglia del primo album rielaborato a partire da una composizione originale di Jake Holmes) fino a "Presence" ("Nobody's fault but mine"), passando per "Since I've been loving you" ("Led Zeppelin III"), "Black dog" (dal quarto album), "No quarter" (da "Houses of the holy") e "Kashmir", colonna portante del doppio "Physical graffiti" (1975) da cui provengono anche "Trampled under foot" e "In my time of dying", proposta in medley con la "Honey bee" di Muddy Waters, mentre sono le travolgenti "Whole lotta love" e "Rock and roll" a chiudere le danze nei bis. Non manca, naturalmente, neanche "Stairway to heaven": che pure, in occasione del concerto del 14 maggio 1988 al Madison Square Garden di New York per il quarantennale della Atlantic Records, fu motivo di accesa discussione tra Page e Plant poco prima di salire sul palco. Il vocalist continua ad amare poco la canzone più popolare dei Led Zeppelin: "Mi trovo in conflitto con alcune parole del testo", ha spiegato alla conferenza stampa di Londra del 21 settembre scorso. "Per musicalità e costruzione il pezzo è impareggiabile. Ma forse non ho conservato le stesse sensazioni a proposito del testo, nel periodo successivo della mia esistenza e mentre proseguivo il mio cammino. Forse io stesso sto ancora cercando di capire di cosa stessi parlando...figuriamoci gli altri!".

La setlist del concerto alla O2 Arena:

"Good times bad times"
"Ramble on"
"Black dog"
"In my time of dying"/Honey bee"
"For your life"
"Trampled under foot"
"Nobody's fault but mine"
"No quarter"
"Since I've been loving you"
"Dazed and confused"
"Stairway to heaven"
"The song remains the same"
"Misty mountain hop"
"Kashmir"

Primo bis:

"Whole lotta love"

Secondo bis:

"Rock and roll"

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