Grandi Animali Marini, ‘Sulla cresta dell’ombra’: ‘Un disco nostro, totalmente'

Grandi Animali Marini, ‘Sulla cresta dell’ombra’: ‘Un disco nostro, totalmente'

Secondo lavoro in studio per i Grandi Animali Marini. “Sulla cresta dell’ombra”, titolo del nuovo disco, arriva a cinque anni dal primo album eponimo del 2007, accompagnato da una nuova line up e da una forte identità rock. Raggiungiamo Francesco Ferrari, leader del gruppo, per parlare dei nuovi brani e dell’evoluzione artistica della band. “Abbiamo scelto di intitolare il nuovo album ‘Sulla cresta dell’ombra’ perché ci sembrava che rappresentasse al meglio il nostro animo dopo aver abbracciato il mainstream e dopo la nostra esperienza sanremese. L’idea di creare un gioco di parole con ‘sulla cresta dell’onda’, che si usa di solito per indicare l’apice massimo del successo, ci piaceva molto. Un’ironia poco velata sul concetto di fama e di notorietà. Siamo sempre stati fondamentalmente un gruppo rock. Se da una parte ci ‘tiravano la giacca’ per diventare un po’ più teen, ora non ci sentiamo né di essere particolarmente indie nè dark, ma abbiamo mantenuto lo stile rock che ci ha sempre caratterizzato”, afferma Francesco.
Il primo singolo estratto dal nuovo album è “Le canzoni non vogliono dire niente”: “La presentazione del disco con questo brano è nata da un’occasione: siamo stati inclusi proprio con questo pezzo in una compilation di XL di Repubblica, c’era la possibilità di proporre un brano che non fosse propriamente ‘radiofonico’. Abbiamo scelto ‘Le canzoni non vogliono dire niente’ perché ci sembrava il pezzo più estremo del nostro disco, il più particolare, con la cassa in quattro, elettronico. Anche questo è un genere che noi frequentiamo. Abbiamo, inoltre, scelto di utilizzare il video del ‘Techno vichingo’, che era in rete da tempo, riattandolo al brano. Abbiamo voluto creare qualcosa di più adatto al web piuttosto che alla radio”, continua Ferrari.
“La maggior parte dei brani di ‘Sulla cresta dell’ombra’ sono nati qualche anno fa, circa quattro per la precisione, parlando di testi. Successivamente c’è stata una fase di pre-produzione a Torino ma abbiamo pensato di prendere tutto in mano noi poco dopo, mettendoci dietro al mixer. Abbiamo registrato nuovamente tutto e curato da soli la produzione a livello tecnico. E’ stata un’esperienza meravigliosa, ora abbiamo anche un nostro studio. Sappiamo bene che non ci si improvvisa produttori, c’è un margine di miglioramento, è stato molto formativo. Sono molto orgoglioso di aver portato a casa questo lavoro con le nostre forze”, aggiunge il cantante. “Il cambio di line up ha influenzato molto questo nuovo disco”, prosegue Ferrari, “Paolo, il nuovo batterista, è una persona molto energica e propositiva. E’ un batterista più rock rispetto a Luca Mazzarini ed è andato perfettamente incontro a quella che voleva essere la linea dei brani. Personalmente, poi. ho cominciato ad ascoltare musica molto più scarna e ho tradotto questo ascolti in sonorità più potenti ma più semplici. Tra gli artisti che prediligo, sicuramente ci sono i Kasabian e i Black Keys, visti in concerto a Londra, fenomenali”.
A breve i Grandi Animali Marini comunicheranno il calendario dei loro live sui canali ufficiali, dopo una presentazione del nuovo album al Rocket di Milano:”Sono molto soddisfatto di come si è svolto il live. Nei prossimi concerti sicuramente ci saranno parecchi estratti da questo disco, sei- sette pezzi del primo album e la cover di ‘Io sto bene” dei CCP. Stiamo poi preparando "I am the walrus" dei Beatles per i prossimi concerti come pezzo in aggiunta. Sanremo ci ha fatto capire molte cose, soprattutto rispetto a come funziona la musica in Italia. E’ un po’ come essere convocati in Nazionale. Forse avremmo potuto scegliere un pezzo più adatto e giocarcela meglio. Ora, dopo aver capito quale direzione vogliamo seguire, il tempo per realizzare i dischi deve essere assolutamente accorciato. Quei cinque anni tra un disco e l’altro sono serviti per assestarci, erano davvero necessari”, conclude Francesco Ferrari.

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