Gli Electric Soft Parade presentano 'Holes in the wall'

Secondo la stampa d'oltremanica Alex e Tom White sarebbero i due nuovi fratelli del rock .

Alla “veneranda” età di 19 e 17 anni, questi due ragazzini di Brighton hanno già registrato ben quattro album autoprodotti e ora, con il nome di Electric Soft Parade, pubbicano il loro disco d'esordio, “Holes in the wall”. Rockol ha raggiunto telefonicamente Alex, il chitarrista della band: “Ho iniziato a suonare il piano quando avevo solo cinque anni. Qualche anno fa io, mio fratello e un altro ragazzo abbiamo formato un gruppo con cui abbiamo iniziato a suonare sotto il nome di Feltro Media. Qualche mese fa abbiamo registrato uno show in una radio londinese e i dirigenti di un'etichetta discografica, la db records, ci hanno sentiti e ci hanno messo sotto contratto. Well, ecco la nostra storia in breve”.


Alex non sembra esattamente un chiacchierone, forse un effetto dell'improvviso clamore. “Credo che non si debba fare troppa attenzione a tutto il caos che si è formato attorno al nostro nome. Se dovessi prendere seriamente ciò che hanno scritto su di noi sarebbe terribile. Il rischio in cui si può incorrere è di aver paura di non riuscire a ripetersi, ma non è ancora un nostro problema. Abbiamo già scritto dei pezzi per il nuovo album e la nostra creatività continua ancora a sgorgare”. I due sembrano essersi abituati in fretta al successo senza scomporsi più di tanto. “Si impara velocemente a vivere nel 'music business', anche se si è giovani”.
“Holes in the wall”, il loro debutto discografico, contiene dodici tracce in cui i due ragazzi dimostrano di aver ascoltato e imparato a memoria le lezioni di rock britannico e d'oltreoceano: “Penso che la nostra band abbia le qualità per dare qualcosa al pubblico. Credo che la nostra musica trasmetta veramente delle emozioni. Se dovessi citare gli artisti che ci hanno influenzato sicuramente nominerei i Beatles, i Beach Boys, i Pink Floyd, i Super Furry Animals, i Flaming Lips e i Boo Radleys, ma ascoltiamo tanta musica e, sicuramente, ci sarebbero altre band da citare”.

Gli Electric Soft Parade, recentemente, hanno avuto qualche grana dovuta al loro nome. I due avevano iniziato a registrare come Soft Parade, ma una band canadese specializzata in cover dei Doors li ha costretti a modificare leggermente la loro “insegna”. “Sì, abbiamo dovuto aggiungere Electric, ma non ci interessa poi tanto. Non ci complica la vita, è solo un nome. Curiosamente ci siamo anche accorti che ESP è anche la sigla che indica i poteri extra sensoriali, ma si è trattato di una casualità”.
Una delle prime uscite pubbliche del duo è stata un'occasione un po' speciale, la presentazione del nuovo sistema operativo della Microsoft. “Eravamo ad una conferenza stampa per la presentazione del disco e dopo averci sentito suonare gli organizzatori della serata della Microsoft ci hanno invitato a esibirci anche per loro. Avevano bisogno di una nuova band da associare al loro prodotto, e così nello show che comprendeva i Travis e gli Starsailor hanno inserito anche noi”.
Prima di salutarci chiediamo ad Alex quali sono le sue preferenze alcoliche, dato che nella loro biografia si parla di un grande amore per il sidro. “Non sono un gran bevitore di birra, preferisco di gran lunga il Jack Daniels. In Inghilterra bere birra è come versare del piscio in un grosso bicchiere, è orribile”.

Piccoli Oasis crescono? “Sì forse assomigliamo davvero ai Gallagher”, ci dice un ironico Alex. “Siamo entrambi bruttini, ma noi non siamo così rumorosi”.
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