Artist First, compie tre anni la distribuzione alternativa alle major

Tre album in Top Ten, quattro nei primi quindici. L'ultima classifica FIMI/GfK testimonia che, a tre anni esatti dalla nascita di Artist First (ottobre 2009), la società di distribuzione discografica legata al gruppo Log Service è una realtà capace di competere con le major. "Che infatti, inizialmente, ci hanno attaccato duramente mettendoci i bastoni tra le ruote", ricorda ora l'amministratore delegato Claudio Ferrante, un passato da discografico indipendente alla guida (per undici anni) della Carosello, la storica etichetta milanese della famiglia Gramitto Ricci.

I successi eclatanti sono arrivati subito: prima con "Presente" di Renato Zero, secondo album più venduto del 2009 dopo "Alla mia età" di Tiziano Ferro; poi con "Viva i romantici" dei Modà, pubblicato dall' "etichetta delle radio" Ultrasuoni e capace di aggiudicarsi un disco di diamante con vendite superiori a 450 mila copie. I motivi? La scelta di tempo, in un momento in cui artisti ed etichette indipendenti riguadagnano progressivamente il controllo delle proprie creazioni artistiche sganciandosi dall'orbita delle major. Ma anche, ovviamente, la possibilità di appoggiarsi a una struttura finanziariamente solida e di grande know-how nel settore della logistica, del trasporto e della distribuzione come la Log Service di Giuseppe Cerri. "Con lui e il suo staff", racconta Ferrante, "ci siamo trovati subito in sintonia. Condividiamo radici contadine e pragmatismo, il senso della sfida e dell'avventura. La logistica è una scienza complessa che non si impara da un giorno all'altro. E io infatti sto ancora imparando...".

Il primo accordo distributivo di Artist First fu, manco a dirlo, con Carosello (che continua a servirsi della struttura per distribuire i nuovi prodotti di artisti come Nesli, Emis Killa, Skunk Anansie, Miguel Bosé e, prossimamente, Irene Grandi e Stefano Bollani);  il primo contratto diretto con un artista ebbe come controparte i i Pooh, che alla società con sede a Borgo San Giovanni, nel lodigiano, hanno affidato la gestione del catalogo Tamata (dunque da "Aloha", 1984, in poi) e tutte le loro più recenti produzioni, dal dvd "Ancora una notte insieme -L'ultimo concerto" al nuovo "Opera seconda" in distribuzione nei negozi a partire da domani, 9 ottobre. Artist First ha collaborato anche con Anna Oxa e Tiromancino, gestisce una piccola fetta del back catalog di Francesco De Gregori (gli album "Il fischio del vapore", "Pezzi", "Calypsos", "Per brevità chiamato artista" e "Left & right - Documenti dal vivo"), è partner di Mara Maionchi e Alberto Salerno per le produzioni su marchio Nisa, dei Nomadi, di Alice e degli Afterhours, di indie come Planet Records e Tanta Roba (Ensi, Salmo e altri nomi di punta della nuova scena hip hop italiana), di RTI Music (per "Io canto" e il primo album della vincitrice del talent show di Canale 5, Arianna Cleri) e della Fondazione Gaber per un album tributo al grande cantautore milanese, "Io sono", in uscita il 13 novembre. Renato Zero, intanto, ha preso altre strade...."Lui e il suo entourage avevano l'ambizione di diventare loro stessi collettori di progetti artistici, e a quel punto hanno cominciato a vederci come concorrenti. Però il successo di 'Presente' Renato non l'ha bissato: per fare quei numeri ci vuole una presenza capillare sul territorio".

Presentando "Opera seconda" dei Pooh, Artist First ha assicurato la distribuzione in 2.700 punti vendita: raggiunti, spiega Ferrante, grazie a "una presenza diretta nelle catene specializzate e nella grande distribuzione. Copriamo il trade tradizionale, MediaWorld e Saturn, Feltrinelli e Fnac. Ma anche Marco Polo/Expert, Trony, Carrefour, Auchan, Bennett, Coop e Ipercoop, e i 'corner' espositivi presenti in negozi che trattano altre categorie merceologiche. Si può dire che abbiamo 'disintermediato' il mercato, e così facendo assicurato che tutto quanto veiene incassato finisca effettivamente nelle tasche del cliente. Il punto essenziale è controllare tutti gli anelli della catena: grazie a Log Service siamo in grado di seguire il prodotto in tutto il suo percorso dal magazzino allo spacchettamento nel punto vendita e anche, se il cliente lo richiede, di provvedere direttamente alla stampa del prodotto. Disponiamo di un corriere di proprietà, MTM, e di un back office che nel gestire la contabilità è in grado di fornire al cliente tutte le informazioni che desidera: facendogli sapere quante copie del suo disco si trovano in stock in quel momento da Feltrinelli all'aeroporto di Fiumicino, per esempio, al Saturn di Sizzano o al MediaWorld di Varese....Abbiamo una rete di 25 agenti (facenti capo a una società, Record, di cui Ferrante è diventato a maggio amministratore delegato), dei merchandiser che si recano sul punto vendita per assicurarsi che il prodotto venga adeguatamente posizionato". Non solo dischi e dvd musicali, tra l'altro, perché Record distribuisce il catalogo cinematografico Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis mentre Artist First, in virtù di un accordo siglato con Yamato Video, avrà ora in gestione anche i titoli del manga giapponese Berserk. Il prossimo passo, con il lancio di Artist First Digital, sarà la distribuzione digitale. "La sfida è di diventare anche aggregatori", spiega Ferrante. "E di migliorare continuamente il livello del servizio. Curiamo molto l'aspetto del packaging ed entro questo mese inaugureremo un portale, MusicFirst.it, attraverso cui venderemo anche confezioni particolari ed esclusive altrimenti non in commercio. Il fan più esigente è disposto a spendere qualcosa in più, per portarsi a casa un oggetto di valore".

Alla base di tutto, sostiene, c'è un nuovo rapporto con l'artista, esemplificato dalla stessa ragione sociale della ditta. "Interagiamo continuamente, e gli artisti con cui lavoriamo sanno il fatto loro: i Pooh potrebbero tranquillamente fare i manager di questa azienda... E così i Nomadi, una ditta che fa cento serate l'anno e mantiene una trentina di famiglie tra musicisti, tecnici, fonici, autisti, accompagnatori. Con gli artisti, in realtà, basta dire le cose come stanno e cercare di fare un buon lavoro. La vecchia logica dei grandi anticipi e dei rendiconti semestrali serviva a tranquillizzarli, era un anestetico che non riusciva però a celare del tutto le insoddisfazioni latenti. Finita quell'epoca, anche loro hanno aperto gli occhi: si è trattato, in fin dei conti, di una rivoluzione culturale".

I motivi li conosciamo, ma Ferrante ne individua anche di contingenti alla situazione italiana: "Ricordo che già nel 2006-2007 il presidente della FIMI Enzo Mazza parlava della morte del cd e della nuova frontiera del digitale. Il sorpasso avverrà, è ineluttabile, ma in Italia non si è ancora verificato. E questo tipo di comunicazione ha creato una disaffezione ancora maggiore nei confronti del prodotto fisico, facendo apparire i discografici ancora più uncool e meno al passo con i tempi di quanto già ritenesse l'opinione pubblica. Nella discografia italiana lavorano persone di grande serietà e integrità che stimo molto, come Massimo Giuliano. Ma nel suo insieme ritengo che l'industria non abbia saputo comunicare nel modo corretto, che non abbia saputo trasmettere un'immagine compatta e univoca. E' anche per questo che un numero sempre maggiore di artisti non si riconosce più nelle sue logiche".

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