The Observer 2012: l'intervista ai Criminal Jokers

The Observer 2012: l'intervista ai Criminal Jokers

Dopo aver pubblicato “This was supposed to be the future” nel 2009, i Criminal Jokers tornano sulla scena con un nuovo album di inediti dal titolo “Bestie”. I quattro ragazzi toscani sono stati per tre settimane sotto i riflettori di Rockol The Observer e per chiudere l’ultimo appuntamento abbiamo fatto due chiacchiere con Francesco Motta, autore, arrangiatore, voce e batteria del gruppo, per conoscere meglio la band: “Siamo nati in sala prove, ufficialmente con ‘This was supposed to be the future’, il nostro primo lavoro, un disco punk cantato in inglese. Sono successe tantissime cose da quell’anno, abbiamo fatto un sacco di concerti, collaborato con Nada, Zen Circus, Il Pan del Diavolo e adesso presentiamo ‘Bestie’, il nostro secondo disco, primo cantato in italiano di cui andiamo particolarmente fieri”. Di “Bestie”, Francesco, è anche produttore insieme a Manuele Fusaroli: “E’ stato bello e appagante fare il produttore, ma sicuramente una sfida molto difficile. Avevo tutto in testa prima di registrare qualsiasi cosa, avevo dei provini ben fatti partoriti in camera mia, avevo le idee troppo chiare prima di iniziare e questo è stato un problema. Son riuscito ad arrivare molto vicino a tutto quello che mi ero prefissato e questo è stato merito anche di Manuel Fusaroli, fondamentale per la registrazione delle voci e per il missaggio. Il produttore è una figura molto importante in una band: sopporta e potenzia quello che già c’è. Mi piacerebbe in futuro produrre lavori di altri, perché lavorare con me stesso e sopportarmi non è stato facilissimo”.




Il disco, prodotto al NHQ di Ferrara e registrato al “White Rabbit Hole Studio “di Ponsano (Volterra), vede la partecipazione di Mirko Maddaleno (Baby Blue), Nada, Wassilij, Kropoktin (King of the Opera) e Matteo Dainese (Il Cane) e contiene “Fango”, primo singolo estratto: “Molte cose son state decise in studio e non in sala prove. Siamo stati molto attenti a tutto, o almeno ci abbiamo provato, in maniera molto lucida e istintiva. Il disco è comunque d’impatto, nel nostro caso, anche grazie a questo. Cerchiamo sempre di metterci in gioco con noi stessi e questo non sarebbe stato possibile se avessimo fatto un disco come il precedente. In alcuni brani il testo è stato partorito successivamente alla musica, in altri no, penso che si riesca a percepire vagamente questa differenza nelle varie ‘bestie’, ma non posso certamente dirlo io”. Altro apporto fondamentale al progetto Criminal Jokers, lo ha dato Andrea Appino degli Zen Circus che ha prodotto il primo album della band e che continua a supportali. I Criminal negli anni hanno avuto anche l’occasione di aprire concerti di artisti come Nada, Il Pan del Diavolo e gli stessi Zen Circus: “Con Appino ci conosciamo da tantissimi anni, ci ha dato preziosissimi consigli su un sacco di cose, abbiamo lavorato insieme e ha prodotto il nostro primo disco: lo considero un fratello. Per quanto riguarda la dimensione live invece direi che per un gruppo come il nostro è fondamentale. E’ il momento in cui si produce il massimo dell’energia e nello stesso modo, con altrettanta intensità, questa ti ritorna indietro. E’ un momento di puro godimento.

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