USA, i discografici cambiano strategia: tratteranno con gli artisti

Case discografiche e rock star americane si preparano finalmente a negoziare una soluzione di compromesso sulla questione che da mesi li vede ai ferri corti (vedi news): le clausole e la durata dei contratti che legano gli artisti musicali ai loro “datori di lavoro”. Al tavolo delle trattative gli avvocati che rappresentano i musicisti associati nella Recording Artists Coalition, Jay Cooper e John Branca, si troveranno di fronte David Altschul, un veterano dell’industria musicale ed ex dirigente della Warner Bros. cui il presidente della associazione dei discografici USA Hilary Rosen ha assegnato proprio in questi giorni apposito mandato. Altschul, si legge nella lettera di conferimento che la RIAA ha diffuso nella giornata di martedì 2 aprile, avrà il potere di “esplorare un’intera gamma di opzioni nel corso delle discussioni”, ma ogni suo accordo con le controparti dovrà essere approvato dalle case discografiche associate all’organizzazione prima di diventare vincolante.
La RIAA ha dunque deciso, almeno per il momento, di riporre le armi e di rinunciare ad un braccio di ferro con gli artisti: alcuni osservatori tuttavia fanno notare che lo spazio di manovra per un compromesso è assai limitato, considerata la determinazione con cui Don Henley, Sheryl Crow e i loro colleghi aderenti alla RAC insistono per un’abrogazione senza eccezioni delle clausole che autorizzano le case discografiche a richiedere un risarcimento danni quando gli artisti non onorano i loro contratti una volta trascorso il termine di sette anni. L’abrogazione di tale norma, che introduce un’eccezione alla disciplina generale in vigore in California per i lavoratori dello spettacolo, è stata recentemente proposta dal senatore Kevin Murray (vedi news).
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