Bertelsmann ci ripensa: troppa pubblicità (e troppi soldi) su Internet

Maggior cautela negli investimenti (suggerita dalla difficile congiuntura di mercato) e, probabilmente, minor fiducia nelle prospettive, un tempo rosee, della new economy sono alla base del ripensamento della holding tedesca, decisa a ridurre l’impegno pubblicitario e altre forme di partecipazione allo sviluppo di Terra Lycos, il portale Web spagnolo controllato dal colosso nazionale delle telecomunicazioni Telefonica.
Il gruppo Bertelsmann aveva sottoscritto con il Web provider un contratto in base al quale si impegnava a spendervi un miliardo di dollari in cinque anni, la maggior parte del quale sotto forma di inserzioni pubblicitarie. Una prima “tranche”di 325 milioni di dollari, da erogare entro il prossimo mese di ottobre, sarebbe già stata stanziata per la gran parte ma, secondo quanto riporta il sito del Financial Times, i vertici della casa tedesca avrebbero ora intenzione di ridimensionare drasticamente i loro ambiziosi programmi: al quotidiano finanziario, i portavoce di Bertelsmann hanno confermato che una decisione verrà presa entro i prossimi mesi, ma che quasi certamente gli investimenti futuri sulla piattaforma saranno nettamente inferiori ai 657 milioni di dollari inizialmente preventivati.
La “ritirata” del gruppo tedesco, proprietario della casa discografica BMG, rischia di mettere seriamente nei guai il portale Terra Lycos, a cui Bertelsmann assicurava circa un terzo delle entrate nel settore dei media. Nel caso, hanno fatto sapere i portavoce della piattaforma on-line, gli eventuali ammanchi verranno coperti dalla società Telefonica, che ne controlla il 37 %. Ma anche tale operazione di salvataggio non è esente da problemi: in molti sottolineano la difficoltà di giustificare una spesa così imponente (per colmare i “buchi” di una società di proprietà) davanti alla comunità finanziaria, mentre altri puntano il dito sull’eccessiva dipendenza, nel panorama internazionale, delle Web company da un solo o pochissimi finanziatori di riferimento. Segno, tra l’altro, che la gran parte non dispone di un “appeal” e di una forza commerciale sufficienti ad attirare una molteplicità di investitori.
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