Ricerca Musicmetric: 'I servizi legali di streaming riducono la pirateria'

Una ricerca a cura dell'ente londinese di rilevazioni online Musicmetric sembra confortare le tesi più volte espresse da Spotify: la presenza sul mercato di un buon servizio di streaming legale riduce drasticamente il ricorso ai siti pirata.

Nell'elencare i Paesi in cui la quota di mercato di BitTorrent - preso a parametro della distribuzione illegale di musica -  è cresciuta più rapidamente nel primo semestre del 2012 (nell'ordine: Brasile, Estonia, Russia, Argentina, Francia, Cile, Messico, Ucraina, Pakistan e Colombia) il report Digital Music Index sottolinea che tra essi solo la Francia dispone di Spotify (oltre che di una legge particolarmente severa, la famosa Hadopi, contro il file sharing illegale). Viceversa, tra i dieci Paesi "virtuosi" in cui la fetta di mercato di BitTorrent decresce più velocemente - c'è anche l'Italia, al quarto posto dopo Regno Unito, Stati Uniti e Canada e davanti a Grecia, Ungheria, Indonesia, Svezia, Olanda e Norvegia - sono cinque quelli in cui la piattaforma di streaming è presente (e tra questi non figura il nostro).

"Pur non provando un rapporto causa-effetto, ciò implica che nei Paesi in cui tali servizi sono disponibili la proliferazione di servizi di streaming ad accesso gratuito o a basso costo incide sui tassi di pirateria", conclude il rapporto. Analisti come Billy Pidgeon di M2Research fanno tuttavia notare che il calo degli accessi a BitTorrent e ad altre piattaforme illegali ha anche altre motivazioni (come l'inasprimento delle norme di legge, gli interventi di polizia, i blocchi dei siti e i processi: si pensi alla chiusura di MegaUpload e di Demonoid). "Negli ultimi mesi si è registrato un declino generalizzato di attività sui siti Torrent. Osservandone più in dettaglio le ragioni, si scopre che normalmente c'è più di un fattore da prendere in considerazione. La disponibilità di opzioni di streaming legittimo c'entra sicuramente qualcosa, ma ci sono molti altri elementi in gioco".

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