Wu-Tang Clan, in carcere Ol' Dirty Bastard è un uomo distrutto

Wu-Tang Clan, in carcere Ol' Dirty Bastard è un uomo distrutto
Ritratto a tinte forti di Ol' Dirty Bastard sul numero di aprile del mensile USA "Vibe". Il giornalista David Bry, ammesso (con qualche sotterfugio) presso il Clinton Correctional Facility di Dannemora, N.Y., ovvero la prigione in cui il rapper è rinchiuso di fatto dal 7 agosto 2001 per vari reati connessi più o meno direttamente al possesso di droghe, ha scoperto un uomo alle corde. Il 33enne membro dei Wu-Tang Clan, un tempo dinamico e pieno di idee, è ridotto ad una sorta di automa. Impigrito, con molti denti caduti, il musicista semplicemente non è più lui. Bry scrive che spesso, nel corso del colloquio intercorso tra i due sotto gli occhi delle guardie, il povero ODB non è parso in grado di portare a compimento le frasi. Il rapper, oltre a sentirsi minacciato dagli altri carcerati, è sopraffatto dal pensiero del resto della sua detenzione: se va bene potrebbe uscire tra due anni, ma non è escluso che possa rimanere nel penitenziario (che è il maggiore e più isolato dei sedici istituti di massima sicurezza degli USA) fino al 2006. Anche il pensiero dell'uscita del suo nuovo album, "The trials and tribulations of Russell Jones", non lo eccita affatto. ODB, in passato conosciuto anche come Osiris e Big Baby Jesus, si sente infatti estraneo al disco. Forse non ha tutti i torti, visto che il CD, su etichetta D3, è stato assemblato da produttori che non ha mai visto ed utilizzando sue vecchie parti vocali. Svogliato, sempre in cella a guardare la TV, il signor Jones non ha altro pensiero se non terminare la sua detenzione, uscire, sparire per un paio d'anni e poi riprendere a fare musica. Stavolta vera.
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