I 'tagli' di EMI: 80 in Gran Bretagna, 60 in Germania

In attesa di sapere quali saranno le mosse di Riccardo Clary, numero uno della EMI Italiana, filtrano altri dettagli sulla “distribuzione” dei tagli (1.800 posti di lavoro in tutto) che Alain Levy e i suoi collaboratori hanno annunciato la settimana scorsa (vedi news). Si sa, ad esempio, che i provvedimenti dovrebbero colpire circa 80 dipendenti in Gran Bretagna e 60 in Germania. In Inghilterra diversi addetti al marketing, alla promozione e al reparto internazionale nelle due etichette del gruppo, Capitol e Virgin, sono stati “incoraggiati” a presentare dimissioni volontarie in modo da rendere meno doloroso e complicato l'intero processo: comprensibilmente, l'umore che si respira all'interno delle aziende coinvolte, riferiscono le cronache internazionali, è tutt'altro che allegro. Il presidente della EMI inglese Tony Wadsworth, intanto, ha anche annunciato una serie di promozioni al vertice della struttura affidando a Philippe Ascoli, fondatore dell'etichetta Source, la responsabilità della Virgin, incluso il marketing e la promozione di tutto il repertorio che proviene dall'estero.
    In attesa di sapere quali saranno le mosse di Riccardo Clary, numero uno della EMI Italiana, filtrano altri dettagli sulla “distribuzione” dei tagli (1.800 posti di lavoro in tutto) che Alain Levy e i suoi collaboratori hanno annunciato la settimana scorsa (vedi news). Si sa, ad esempio, che i provvedimenti dovrebbero colpire circa 80 dipendenti in Gran Bretagna e 60 in Germania. In Inghilterra diversi addetti al marketing, alla promozione e al reparto internazionale nelle due etichette del gruppo, Capitol e Virgin, sono stati “incoraggiati” a presentare dimissioni volontarie in modo da rendere meno doloroso e complicato l'intero processo: comprensibilmente, l'umore che si respira all'interno delle aziende coinvolte, riferiscono le cronache internazionali, è tutt'altro che allegro. Il presidente della EMI inglese Tony Wadsworth, intanto, ha anche annunciato una serie di promozioni al vertice della struttura affidando a Philippe Ascoli, fondatore dell'etichetta Source, la responsabilità della Virgin, incluso il marketing e la promozione di tutto il repertorio che proviene dall'estero.

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