Cecchetto presenta 102&5 Hit Channel: 'Solo la radio può salvare la TV'

Cecchetto presenta 102&5 Hit Channel: 'Solo la radio può salvare la TV'

Entra in azione 102&5 Radio Hit Channel, il “super medium” nato all'incrocio tra radio FM, TV via satellite e Internet per iniziativa della nuova coppia Lorenzo Suraci-Claudio Cecchetto.

E, appena inaugurato il primo palinsesto, il 21 marzo scorso (vedi news), è lo stesso Cecchetto a spiegare a Rockol il senso della sua nuova sfida: “Rendere radiofonica la TV, un elettrodomestico che con il passare del tempo è diventato sempre più passivo e che molti ormai tengono in casa come fosse un quadro”. “La radio invece dà ritmo”, continua il vulcanico produttore/talent scout. “Un tempo si diceva che il video l'avesse uccisa, ma Hit Channel vuole dimostrare proprio il contrario: la nostra è una radio da vedere, a casa in TV e in ufficio sullo schermo del computer. Stravolgo la regola per cui la radio deve essere solo ascolto e immaginazione? Ma quello era solo un pretesto: si diceva così perché all'epoca i deejay erano tutti di brutto aspetto!”. .


Anche Internet è una vecchia passione di Cecchetto: che qualche tempo fa aveva sperimentato con Tiscali un gioco on-line basato su monete e investimenti virtuali brevettando in seguito un browser-registratore, il Playsurf, che fa parte del corredo tecnologico della nuova emittente e che consente di archiviare le informazioni scovate on-line per poi condividerle, eventualmente, con altri utenti della rete. “Ho sempre pensato che a Internet faccia difetto il lato ludico. Invece si tratta di un mezzo come un altro, e per farlo davvero esplodere è necessario puntare sul divertimento, dimostrare che il computer non è uno strumento freddo, che può anche creare emozioni”.

Concetti ulteriormente sviluppati con Hit Channel, un progetto in cui Cecchetto assicura di credere ciecamente: “Un'emittente che diffonde gli stessi identici programmi su tre media finora non si era mai visto in nessuna parte del mondo: ma sono convinto che da qui a dieci anni avremo almeno cinquanta concorrenti”.

Dunque si apre una nuova area di business…“Io mantengo l'atteggiamento che avevo quando facevo il produttore discografico: se una cosa mi piace e sento che possa funzionare, mi ci butto senza pensarci troppo e senza guardare al potenziale di mercato. In passato ho dovuto fare l'editore radiofonico per forza, quando le mie idee non erano condivise da altri. Stavolta, con Suraci ho avuto la fortuna di trovare qualcuno che, quando parlo, non mi guarda come se fossi pazzo. E che mi ha anche messo un budget a disposizione”. .


E le radio tradizionali, invece, sono in crisi? “Non c'è più ricerca, e quindi non c'è più divertimento: è normale, perché sono diventate delle aziende che devono rendere conto a dei finanziatori. Nei network, come in politica, comandano i senatori, e dunque per noi è stato relativamente facile reclutare dei giovani per il nostro canale: erano quasi tutti a spasso”. Inevitabile finire a parlare di Radio DeeJay: “Non mi pare che sia cambiata molto, da quando non ci sono più io. Che me ne andassi era nei programmi, perché a me piace sviluppare i progetti e lasciarli camminare sulle loro gambe, quando è il momento. L'ho fatto con Jovanotti e poi con gli 883. Con DeeJay invece non è finita bene: ma non è certo colpa dei dj e dei professionisti che ci lavorano: è stata la proprietà, il gruppo L'Espresso, che ha cercato di cancellare la mia impronta personale. E invece la paternità resta, mentre la proprietà a un certo punto ti spersonalizza”.
C'è un segreto per restare in sintonia con i gusti giovanili? “Basta ascoltarli e capire che da loro c'è da imparare, non solo da insegnare. A me interessano sempre le novità: adoro i Beatles, ma per favore non fatemeli più ascoltare. In giro ci sono nuovi talenti, anche se oggi hanno meno spazio di un tempo per esprimersi: ecco, quello che vorrei fare con Hit Channel è dare loro una chance in più”.

Il resoconto completo dell'intervista con Claudio Cecchetto verrà pubblicato prossimamente da Rockol.
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