Italia Loves Emilia: sui diritti d'autore 'abbuoni' SIAE agli organizzatori

Italia Loves Emilia: sui diritti d'autore 'abbuoni' SIAE agli organizzatori

In conformità alle finalità benefiche dell'evento, tutti gli artisti che sabato scorso, 22 settembre, hanno partecipato al concerto "Italia loves Emilia" al Campovolo di Reggio Emilia (oltre 150 mila spettatori paganti, 3,8 milioni di euro di incasso lordo) hanno rinunciato a percepire un cachet. Ma cosa accadrà quando si tratterà di riscuotere e ripartire i diritti d'autore spettanti agli autori, compositori ed editori delle 42 canzoni eseguite in occasione dello spettacolo? Potranno rinunciare anch'essi al compenso? La risposta, in linea di principio, è no (anche se, ovviamente, nessuno vieta - una volta incassate le royalties - di devolverle in beneficenza). "Le norme associative della SIAE", ha spiegato a Rockol il vicedirettore della società degli autori Sabina Riccardelli, "non consentono, al di fuori dei casi di legge, il rilascio di permessi gratuiti per l'utilizzazione di opere. Nel caso della beneficenza, che consiste in atti di pura liberalità individuale, non sarebbe ipotizzabile un obbligo di legge a carico di soggetti privati".

Proprio per questo motivo, informa il vicedirettore, la società ha deciso di muoversi su un doppio binario a sostegno di "Italia loves Emilia": "Da un lato - come già era accaduto per Ferrara, o per L'Aquila - la SIAE ha deliberato un intervento di beneficenza tout court, stabilendo di erogare direttamente in capo alla Fondazione che si occupa della raccolta dei fondi un importo pari a 25 mila euro. Una disciplina interna alla società prevede poi che, sulla base di appositi stanziamenti deliberati a inizio anno e nell'ipotesi di eventi organizzati per finalità benefiche, la SIAE possa riconoscere degli abbuoni: in sostanza, delle riduzioni sul quantum dovuto".

In altre parole: i diritti SIAE che l'organizzatore di un concerto "benefit" è tenuto comunque a versare (solitamente con un'aliquota ridotta dal 10 all'8,5 per cento dell'incasso, secondo quanto deliberato dagli organi sociali e concordato con le maggiori associazioni di categoria degli utilizzatori) subiscono una ulteriore decurtazione. "I nostri associati", spiega Riccardelli, "percepiscono comunque i proventi che gli spettano, ma a valere su importi che vengono stanziati dalla SIAE proprio con l'intento di rendere meno oneroso il prelievo a carico di chi ha allestito uno spettacolo con finalità benefiche". La misura dell'abbuono? "La pratica è in corso di definizione. I nostri uffici sono in stretto contatto con gli organizzatori e l'importo dipenderà da una serie di presupposti, ivi inclusa la disponibilità dello specifico budget, e dovrà essere valutato tenendo conto di tutti gli interventi di solidarietà da parte della SIAE che si stanno via via concretizzando. Aggiungo che i nostri associati hanno sempre concretamente mostrato grande solidarietà in favore delle popolazioni colpite da eventi drammatici, basti pensare che per la ricostruzione del Conservatorio dell'Aquila autori e editori musicali hanno donato 1 milione di euro. Valutazioni sulla possibilità di una diretta donazione anche per il caso dell'Emilia sono in corso. E questo in aggiunta a tutti gli interventi a carico dell'Ente a valere sulle provvigioni".

Diverso il caso dei diritti "fonomeccanici" che la SIAE incasserà sulla vendita di supporti audio e video legati all'evento "Italia Loves Emilia": "Sono ipotesi diverse", conferma il vice direttore generale. "Per la riproduzione non è tecnicamente previsto l'istituto dell'abbuono, riservato alle pubbliche esecuzioni. Allo stato, e sempre tramite il contatto diretto anche con gli organizzatori, stiamo raccogliendo informazioni con riguardo ai contenuti, ai relativi diritti, alle tipologie di supporti e alle modalità di distribuzione degli stessi".

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