Viva fa le valigie, Rete A resta nella musica

Addio Viva. E' durata giusto un anno, la luna di miele tra Rete A e la TV musicale tedesca finanziata dalle major discografiche. Meno ancora, in verità, se si pensa che già dalla fine dello scorso anno gli uomini di Alberto Peruzzo avevano ripreso in mano il comando delle operazioni mentre l'apporto di Viva si limitava ormai a una semplice concessione d'uso del celebre marchio (un brutto colpo all'immagine di Dieter Gorny e i suoi, sbarcati in Italia con la reputazione di panzer schiacciasassi, capaci di sgretolare, in patria, il dominio di MTV).
Da lunedì 1° aprile però scomparirà anche quello, e per suggellare il nuovo corso Peruzzo ribattezzerà il canale con la sigla di Rete A All Music. “Ma a parte il nome cambia poco o nulla, in realtà, rispetto alla fisionomia che l'emittente ha assunto negli ultimi mesi”, spiega a Rockol il direttore generale e figlio dell'editore, Alessandro Peruzzo. “Rete A è un marchio che esiste dal 1974, e nel riproporlo abbiamo voluto sottolineare la continuità con il nostro passato. Mentre il logo All Music spiega quello che vogliamo continuare ad essere: una TV musicale full time, l'unica nel panorama via etere italiano”. Ci sarebbe anche MTV, veramente…“Leggo sui quotidiani che vogliono dare più spazio all'attualità. Benissimo: se Campo Dall'Orto vuole fare concorrenza a Italia 1 e trasformarla in una rete generalista per noi è tutto di guadagnato”.
Il cocktail italo-tedesco, dunque, non ha funzionato, a dispetto dei proclami bellicosi, delle strette di mano e dei sorrisi speranzosi che, nell'aprile scorso, fecero da contorno al lancio inaugurale dell'emittente. “Direi proprio di no”, ammette Peruzzo. “Il fatto è che la collaborazione che era nelle premesse della joint venture non si è mai realizzata. Loro volevano impaginare l'emittente secondo uno stile e un gusto 'tedesco', che qui non ha fatto presa sul pubblico. Non volevano crederci, finché non gli abbiamo mostrato i risultati di una ricerca che abbiamo commissionato all'Eurisko: da quando abbiamo rimesso mano ai programmi, modificando il linguaggio grafico e l'impostazione stilistica del canale, l'indice di notorietà (calcolato sul numero di persone sintonizzatesi sull'emittente almeno una volta alla settimana) è passato dal 6,5 %, del bimestre settembre-ottobre 2001, all'8,5 % del gennaio 2002”. Dunque? “Dunque, avevamo un contratto annuale e non l'abbiamo rinnovato. Il marchio Viva scomparirà di conseguenza, ma la società tedesca resta azionista di minoranza, con una quota del 5 %”.
Ma un canale tutto italiano, senza il sostegno (economico e di know how) di un network internazionale dell'esperienza di Viva, non rischia di dover abbassare la cresta e ridursi a più miti consigli? Peruzzo lo esclude categoricamente: “Siamo sempre stati noi a sostenere gli investimenti nella rete, i tedeschi avevano un ruolo più che altro di consulenti. E continueremo a farlo: solo in gennaio, abbiamo investito oltre un milione di € per migliorare i nostri studi milanesi; anche i programmi, se si esclude un pacchetto di sei ore settimanali che arrivava confezionato dalla Germania, venivano già realizzati tutti in Italia”. Sfruttando, sempre di più, le risorse interne all'azienda, perché dal 2 gennaio scorso Clip Television, un tempo principale fornitore di “contenuti”, si limita a produrre il programma serale “Gecko”. “E da quando facciamo da soli, i risultati sono migliorati”, dice Peruzzo che, confermato l'organigramma di vertice della rete (Mirko Lagonegro responsabile dei programmi, Luca Bernini responsabile dei contenuti, Alberto Pillon responsabile di produzione), aggiunge di non voler modificare né lo stile né il target dell'emittente. “Rete A All Music vuole essere una TV musicale semplice, comprensibile, in linea con i gusti dei ragazzi italiani. Con Publikompass, che dal 1° aprile è la nostra nuova concessionaria, abbiamo concordato un obiettivo di raccolta pubblicitaria di 19,5 milioni di € per l'anno solare: e anche questo è un bel passo avanti”.
Autoctoni fino in fondo, insomma, i Peruzzo, e abituati a fare di testa propria. Chi li conosce bene, del resto, aveva pronosticato fin dall'inizio grosse difficoltà di convivenza con i colleghi tedeschi . Qualche rimpianto per MTV, per caso? “Assolutamente no. Anche se, per quanto riguarda il business, con loro le cose erano andate decisamente meglio che con Viva”.
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