Kim Dotcom: 'MegaUpload sta per tornare'

Kim Dotcom, deus ex machina di MegaUpload, aveva  promesso un rilancio in grande stile del contestatissimo servizio di file hosting chiuso in gennaio su iniziativa del Dipartimento di Giustizia statunitense (con tanto di arresto, in Nuova Zelanda, del fondatore e di alcuni stretti collaboratori). Allora Dotcom (nome di nascita Kim Schmitz, di origini finnico-tedesche) aveva anticipato un servizio "Più grande. Migliore. Più veloce. Sicuro al 100 % e inarrestabile". E ora, tramite un tweet, aggiorna sullo stato dei lavori: "Il codice è completato al 90 %. I server sono in fase di allestimento. Avvocati, partner e investitori sono pronti....Siate pazienti, sta arrivando".

"Stiamo costruendo un enorme network globale", ha aggiunto il discusso imprenditore, che non ha mancato di lanciare uno dei suoi celebri e un po' deliranti proclami: "Se la sono presa con il tipo sbagliato. Rivolterò questo mondo da cima a fondo. Potere al popolo. Addio Echelon. Ciao libertà". (per Echelon, in senso lato, si intende il sistema mondiale di intercettazione delle comunicazioni elettroniche).

Battagliero più che mai, Kim Dotcom è d'altra parte ben lontano dall'avere risolto i suoi guai con la giustizia: un'udienza in merito alla richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda è stata fissata per il marzo del 2013. Il primo ministro del Paese australe John Key, intanto, ha ordinato un'indagine sul coinvolgimento dei servizi segreti locali in attività di spionaggio (proibite dalla legge, se riguardanti cittadini o residenti permanenti sul territorio) sfociate nell'arresto del fondatore di MegaUpload.

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