Grainge (Universal): 'Tagli e riduzioni? Non è così che gestiremo la EMI'

"Business as usual". Ovvero: "Non cambia niente, e niente cambierà per il futuro prossimo". Così Lucian Grainge, presidente e amministratore delegato di Universal Music, prova a dare la carica al personale della EMI, dopo che Commissione Europea e Federal Trade Commission americana, venerdì scorso, hanno approvato a poche ore di distanza la fusione tra le due major.

"Io spero che chi detiene un interesse nella EMI - e intendo lo staff, gli A&R, gli uomini del marketing, gli uffici stampa, la promozione, gli artisti e tutto l'ecosistema che li circonda - sarà entusiasta e celebrerà questo momento davvero storico per l'industria musicale, ora che la società ha una stabilità e un proprietario forte nell'ambito della stessa industria", ha dichiarato Grainge a Music Week.

"EMI", ha ricordato, "è stata per 10 o 12 anni il soggetto di svariate discussioni e indiscrezioni. Ora è finita. Noi ci crediamo. Coccoleremo gli artisti e lo staff della EMI e faremo del nostro meglio per rimettere in forze l'impresa, nel loro interesse come in quello di UMG".   .

I programmi di Grainge, che ha dovuto rinunciare a una fetta sostanziosa del catalogo (ma non a Beatles, Beach Boys, Genesis, Robbie Williams, Katy Perry, Norah Jones, Spice Girls ed Emeli Sandé, tra gli altri), prevedono forti tagli, 100 milioni di sterline all'anno, ai costi di esercizio della EMI (le condizioni imposte dalla Commissione Europea prevedono il disinvestimento di numerose filiali sul Continente, ma non di quella italiana). A Billboard.biz, che gli ha chiesto a quanto ammonteranno gli esuberi, il manager inglese ha risposto che "è troppo presto per dirlo" (ma  in altre interviste ha ribadito che "ci saranno riduzioni di organico. Posso far crescere questa impresa solo risparmiando e investendo nel prodotto, gli artisti e la musica").  E, parlando con Music Week, ha voluto mettere le cose in una prospettiva diversa: "Ho sempre rifiutato di accettare il declino dell'industria. I cavilli, i tagli ai budget, la riduzione di questo e di quello...Non è il modo in cui gestico UMG, e non è come intendo gestire la EMI". "Diversamente", aggiunge con una punta di polemica nei riguardi dei numerosi detrattori del "merger", "dalla gente che, per quanto mi riguarda, continua a guardarsi indietro".

A breve Grainge dovrebbe comunicare il nome del successore di Roger Faxon, l'ad di EMI costretto alle dimissioni effettive da venerdì prossimo. Secondo quanto comunicato dallo stesso Faxon ai dipendenti, lo staff delle etichette EMI conservate da Universal (sostanzialmente, Capitol e Virgin) riporterà direttamente al nuovo amministratore delegato, mentre le etichette destinate a essere liquidate - come la Parlophone - verranno fatte confluire in un'unità separata affidata alla responsabilità di un manager temporaneo selezionato dallo stesso Grainge. 

 

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