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NEWS   |   Industria / 20/09/2012

Social Media Week, il programma: panel e dibattiti, musica e performance

Social Media Week, il programma: panel e dibattiti, musica e performance

 

"Smart city" in divenire, Torino diventa dal 24 al 28 settembre l'avamposto italiano della Social Media Week, manifestazione itinerante che avrà luogo in contemporanea in tredici città del mondo, ovviamente interconnesse tra di loro (le altre sono Barcellona, Berlino, Bogotà, Chicago, Glasgow, Hong Kong, Londra, Los Angeles, San Paolo, Seul, Shanghai e Vancouver; Jeddah, Arabia Saudita, ha dovuto posporre l'impegno). Cinque giorni fittissimi di eventi, incontri, dibattiti, conferenze, workshop e panel (più di duecento relatori e 95 eventi solo nel capoluogo piemontese, la metà dei quali trasmessi in streaming grazie al supporto di Telecom Italia) per riflettere e discutere dell'impatto che Facebook, Twitter, Pinterest e la galassia delle altre piattaforme "social" producono e produrranno su politica e amministrazione della cosa pubblica, macroeconomia ed economia domestica (in calendario c'è anche un panel intitolato "Social Mom, mamme in rete: Come la rete migliora la vita delle mamme"), viaggi e trasporti, arte cultura e intrattenimento. Con ospiti di prestigio internazionale come Stephen Nuttall, senior director YouTube per lo sport in Europa, Medio Oriente e Africa, invitato a un panel organizzato dalla Juventus, e lo spagnolo Philippe Gonzalez, fondatore della comunità internazionale degli Instagramers, e incontri anche inusuali e stimolanti (proprio sul tema della fotografia in era digitale un utente Instagram sarà chiamato a confrontarsi con Giorgio Psacharopulo, amministratore delegato della grande agenzia fotografica Magnum Photos).

"La Social Media Week ha cadenza semestrale ed è nata nel 2010 a New York per iniziativa di un ragazzo inglese, Toby Daniels, ad della società Crowdcentric che ne detiene il format", racconta Salvatore Perri, ventisettenne presidente di Dunter, agenzia di comunicazione e marketing digitale e società di organizzazione eventi che insieme a Codice.Idee per la Cultura ha allestito l'evento italiano (prima che a Torino, nel 2011 la SMW aveva fatto tappa a Milano e a Roma). "Ogni azienda, ma anche qualsiasi altro soggetto privato, può candidarsi per portare la manifestazione nella propria città", spiega Perri. "Noi, che a Torino abbiamo sede, abbiamo avanzato la nostra candidatura. E dopo una lunghissima trattativa iniziata ai primi di gennaio abbiamo finalmente ricevuto a metà maggio la conferma ufficiale che la nostra proposta era stata accettata. Perché Torino? Perché crediamo che sia una città altamente vocata all'innovazione, un laboratorio creativo costante di aziende, enti e istituzioni che lavorano quotidianamente in quest'ottica. Basti pensare a realtà come lo IED, l'Istituto Europeo di Design, o alla Scuola Holden. All'Università degli Studi e al Politecnico, con i suoi incubatori che ogni anno danno vita a start up e assecondano produzioni innovative. A Torino c'è anche la sede di Creative Commons Italia, ci sono tantissime piccole e medie aziende che lavorano in rete in un'ottica di economia condivisa. Dal 2006, anno in cui ha ospitato le Olimpiadi invernali, la città ha sviluppato una vocazione decisamente internazionale. In questo momento storico ci sembrava il posto più adatto a rappresentare l'Italia nell'ambito della Social Media Week".

"A ognuna delle cinque giornate è stato assegnato un macrotema, rappresentato da un hashtag specifico con il quale si potrà comunicare attraverso la rete" aggiunge Perri, ex ufficio stampa di Casasonica e socio, in Dunter, di Paolo Pavanello alias Cinaski dei Linea 77. La musica rivestirà ovviamente un ruolo non secondario, all'interno della Social Media Week, a cominciare dalla conferenza che Rockol organizza nella mattinata di martedì 25 al Blah Blah ("Musica e Social Media: impatto sulla user experience, nuove regole di 'engagement' tra artisti e fans e fattori di cambiamento nel marketing online"). Ma non solo: "Oltre a conferenze e dibatti sono previste performance e momenti di intrattenimento. La sera di giovedì 27, all'interno del Jazz Club, uno dei sei "hub" in cui si distribuiscono gli eventi della SMW torinese, avrà luogo un evento organizzato in collaborazione con la società consortile OGR-CRT, intitolato 'A visit from the Goon Squad: il tempo è un bastardo' e ispirato all'omonimo romanzo Premio Pulitzer di Jennifer Egan: protagonisti Max Casacci dei Subsonica, il dj torinese Vaghe Stelle, le immagini del grafico della Factory Peter Saville e la voce dell'attrice Licia Maglietta, con la regia di Minimum Fax Live. E presso lo stesso Jazz Club, ogni giorno dalle 18 e 30 alle 20, avranno luogo i chill out digitali, aperitivi a cura di Telecom Italia in collaborazione con LaStampa.it, Officine Arduino e Associazione Culturale Xplosiva/PiemonteGroove, che nelle persone di Giorgio Valletta e Roberto Spallacci ha selezionato cinque giovani dj torinesi a rappresentare l'innovazione nella musica elettronica sul nostro territorio.

Un programma ricco e frastagliato. E anche ambizioso. "La volontà", spiega Perri, "è di mettere in relazione tutti gli attori pubblici e privati e indurli a collaborare nel contesto dei nuovi media e delle nuove tecnologie: il tema della manifestazione, infatti, è rafforzare il cambiamento attraverso la collaborazione. Speriamo di regalare a Torino e all'Italia intera il palcoscenico che meritano. E di dare a tutti, addetti ai lavori e non, la possibilità di venire a conoscere le nuove, buone pratiche che si stanno mettendo in moto per far ripartire l'economia e la creatività italiana".