NEWS   |   Industria / 19/09/2012

Lacuna Coil, file sharer e cause legali: gli Iced Earth si ribellano

Lacuna Coil, file sharer e cause legali: gli Iced Earth si ribellano

C'è che dice no alla causa che l'etichetta Century Media ha intentato nei confronti di 7500 ignoti - dei quali, al momento (e in mancanza di un provvedimento in merito del tribunale competente), si conosce solo il numero IP - rei di aver scaricato illegalmente per mezzo di piattaforme torrent e peer to peer altrettanti album di due band - i Lacuna Coil e gli Iced Earth - presenti nel roster dell'etichetta: a far sentire la propria voce sono stati appunto i compagni di label di Cristina Scabbia e soci, che per mezzo del proprio leader Jon Schaffer hanno fatto sapere di non essere affatto d'accordo con l'azione legale intrapresa dalla casa discografica.

"Sono venuto a sapere che la Century Media ha intentato un'azione legale per pirateria informatica che riguarda anche il nostro ultimo album ("Dystopia" del 2011, ndr)", ha fatto sapere il chitarrista e cantante: "Ci tengo a precisare come il nostro gruppo non sia stato messo al corrente della volontà di ricorrere al tribunale e che, prima del deposito della causa, non sia stato interpellato in alcuno modo in merito. Se da una parte rispettiamo le etichette che cercano di fare il proprio lavoro in questi tempi così difficili, dall'altra consideriamo questo provvedimento maldestro. Vogliamo essere sicuri che tutti i nostri fan sappiano che, se la nostra label ci avesse chiesto un parere prima di rivolgersi agli avvocati, noi le avremmo consigliato di lasciare perdere".

Schaffer, del resto, ha rimarcato come la disponibilità del gruppo, nei confronti delle esigenze dell'etichetta, sia stata massima: "Ci siamo adattati ai nuovi modelli di mercato, non abbiamo avuto nessun problema. Siamo andati su servizi di streaming legale come Spotify, e abbiamo portato la nostra musica in posti dove non avremmo mai pensato di poter suonare, trascinando letteralmente i nostri culi in giro per tutto il mondo".

In materia, c'è un precedente: all'inizio di quest'anno la metal band All Shall Perish prese le distanze dalla propria etichetta, la Nuclear Blast, che aveva presentato istanza di cause legale nei confronti di ottanta utenti di BitTorrent rei di aver condiviso in Rete la musica del gruppo. Il risultato? La label, appresa la posizione della band, lasciò decadere il provvedimento.  

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