USA, cambia vertice (e strategie) la RCA

Dopo le grandi manovre del gruppo EMI/Virgin e le ristrutturazioni decise da indies come V2 ed Edel (che ha chiuso tout court la sua filiale nordamericana), anche la multinazionale tedesca rivede le sue posizioni negli Stati Uniti, il maggior mercato discografico del mondo ma anche il più problematico, negli ultimi tempi, per case discografiche di grandi e piccole dimensioni.
Evidentemente non soddisfatto dei risultati raggiunti dal “boss” della RCA Jack Rovner, il presidente e amministratore delegato della multinazionale di casa Bertelsmann, Rolf Schmidt-Holtz, ha deciso di gettare nuovamente nella mischia uno dei suoi luogotenenti più fidati, Bob Jamieson, sottraendolo ai suoi incarichi di presidente di BMG Entertainment per il Nord America per affidargli la missione di sviluppare repertorio e catalogo dell’RCA Music Group, una nuova entità che racchiuderà sotto un unico tetto le etichette RCA Records, RCA Nashville, RCA Victor più altre “label” che la società prevede di lanciare in futuro.
Si tratta in realtà di un doppio passo indietro, perché la “famiglia” di etichette RCA era un’idea del vecchio presidente Strauss Zelnick (poi accantonata quando questi venne licenziato dal gruppo) e perché Jamieson era già stato a capo della label prima che i vertici BMG lo chiamassero a riorganizzare le operazioni aziendali sul territorio statunitense. “La ristrutturazione del gruppo RCA”, ha spiegato lo stesso Schmidt-Holtz motivando la scelta di richiamare “sul campo” il suo braccio destro, “rappresenta l’ultimo passo nella nostra campagna rivolta a concentrare sforzi e risorse sulla creatività e lo sviluppo artistico. Continuiamo a costruire su base mondiale un’organizzazione più improntata sull’A&R, e una parte importante di questa strategia consiste nell’avere i nostri dirigenti il più vicino possibile ai processi creativi”. Jamieson ha obbedito alla chiamata, e promette di trasformare il gruppo RCA in una “fucina di nuovi talenti”. Con la sua nomina (e la contemporanea chiusura della divisione North America di BMG), si spengono le voci che volevano la RCA prossima ad un assorbimento in un’altra delle etichette del gruppo, Arista o J Records (quest’ultima in comproprietà con Clive Davis): nell’ultimo anno, sotto la guida di Rovner, il marchio aveva ottenuto buoni riscontri con artisti come Dave Matthews Band, Christina Aguilera, gli emergenti Strokes e David Gray (in licenza dalla Gran Bretagna), ma aveva ceduto punti percentuali in termini di quota di mercato.
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