La proposta di BMG ai 'pirati' online: 20 dollari a canzone, nessuna causa

 

 Mentre lo schema di risposta "graduale" alla pirateria online (inaugurato in Francia con la legge Hadopi, ma ora criticato dallo stesso governo Hollande) si prepara - così si dice - a fare il suo ingresso negli Stati Uniti, con regole diverse concordate tra MPAA (cinema), RIAA (discografia) e principali Internet Service Provider,  BMG Rights anticipa tutti cercando di risolvere da sola la questione.  La joint venture musicale tra Bertelsmann e KKR ha iniziato a recapitare direttamente una serie di notifiche, tramite i  rispettivi ISP, a utenti Internet che hanno scaricato abusivamente musica da Internet proponendo un pagamento di 20 dollari in contanti a titolo di regolamento extragiudiziale della vertenza. Una volta pagata la somma (altra cosa, rispetto agli oltre 9 mila dollari a canzone contestati a Jammie Thomas negli Stati Uniti) il trasgressore di legge si mette contrattualmente al riparo dal rischio di un'azione legale relativamente a quel caso specifico. Il documento inviato da BMG contiene anche un link a piattaforme che distribuiscono contenuti autorizzati.       L'iniziativa, tuttavia, non è esente da critiche: al blog TorrentFreak l'avvocato americano Samuel Perkins ha contestato il passaggio secondo cui "la maggior parte dei contratti stipulati con gli Internet service provider stabiliscono che il titolare è responsabile delle azioni intraprese sul servizio Internet". "Questa dichiarazione", sostiene Perkins, "è intesa a convincere gli abbonati che essi vanno ritenuti responsabili delle violazioni di copyright anche nel caso in cui sia un vicino o un membro della sua famiglia a scaricare il materiale a sua insaputa". "L'abbonato", continua il legale, "è responsabile solo se induce o incoraggia intenzionalmente la violazione, o la commette di riflesso traendone profitto o rinunciando a esercitare il suo diritto di interromperla o limitarla. Tenendo deliberatamente nascosta la distinzione tra il contratto siglato con l'ISP e la responsabilità dell'abbonato secondo quanto dispone la normativa federale su copyright, il sito di BMG cerca di ingannare abbonati innocenti inducendoli a regolarizzare casi di violazione dei copyright di cui non sono responsabili".       TorrentFreak rivela un'altra anomalia, evidenziando tra le canzoni per cui BMG ha già richiesto via e-mail il saldo di 20 dollari "Lighters" dei Bad Meets Evil, alias Royce da 5'9" ed Eminem featuring Bruno Mars, pubblicato dal concorrente Interscope (Universal).  "Il music business e il suo labirinto di licenze sono notoriamente complessi", scrive il sito, "ma sembra davvero strano che un'etichetta aderente alla RIAA permetta di farsi associare a uno schema come questo nel momento stesso in cui persegue il modello dei 'six strikes' (che prevede sei diffide, invece di tre, prima che scatti la sanzione) ".                                
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