Ancora polemiche su Clear Channel: monopolizza il mercato radiofonico in USA?

Finisce nuovamente sotto accusa, negli USA, la multinazionale dell'intrattenimento che in Italia controlla dallo scorso anno le agenzie di musica dal vivo Milano Concerti e Trident Agency (vedi news). A sollevare le proteste dei concorrenti, delle associazioni dei consumatori e di qualche cliente pubblicitario è ancora una volta la posizione di supremazia che Clear Channel esercita sul mercato radiofonico USA, di cui – grazie al possesso di oltre 1220 emittenti – controlla già il 10 %. La quota di mercato, secondo i suoi oppositori, sarebbe però destinata ad aumentare oltre i limiti consentiti dalla legge di “deregulation” introdotta dal 1996, anche perché Clear Channel starebbe utilizzando società di copertura e accordi sottobanco per incrementare ulteriormente la sua influenza nel settore in numerosi stati dell'Unione.
A scatenare l'ultima ondata di polemiche e una nuova petizione alle autorità antitrust, secondo quanto riferisce il quotidiano Los Angeles Times, sono gli accordi commerciali che il gruppo ha siglato di recente con un ulteriore pacchetto di 75 stazioni radiofoniche e che prevedono la messa in comune di programmi e raccolta pubblicitaria; in più, uno degli attori chiave dell'operazione, l'avvocato Van Archer III, sarebbe a sua volta coinvolto nella gestione di altre 15 emittenti. Secondo i suoi oppositori, insomma, Clear Channel avrebbe architettato un vero e proprio gioco di scatole cinesi, teso ad occultare la sua presa sempre più ferrea dell'etere americano. Dal canto suo, la società nega naturalmente ogni addebito e dichiara la piena conformità alla legge dei suoi assetti proprietari: a darle una mano potrebbero arrivare i nuovi emendamenti alla legge sull'emittenza che alzeranno ancora il “tetto” di antenne radiofoniche riconducibili alla proprietà di un'unica entità imprenditoriale.
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