NEWS   |   Industria / 13/03/2002

Riduzione dell'IVA sui dischi: Urbani si impegna di fronte ai discografici

Riduzione dell'IVA sui dischi: Urbani si impegna di fronte ai discografici
Si è chiuso ieri, in serata, "l'incontro al vertice" che ha visto coinvolti il ministro ai Beni Culturali Giuliano Urbani, la dirigenza della FIMI (in particolare, il presidente Alberto Pojaghi ed il direttore generale Enzo Mazza) e Caterina Caselli: la riunione è stata fortemente voluta dai discografici, che, durante lo scorso festival di Sanremo, avevano minacciato un "Aventino" nel caso il governo non avesse preso immediatamente provvedimenti relativi a questioni scottanti come la lotta alla pirateria e l'abbassamento dell'IVA sui prezzi dei cd. Ecco i primi spunti emersi da questo incontro: una riduzione al 10% dell'IVA sui prodotti discografici (misura che potrebbe venire direttamente inserita nel collegato fiscale della finanziaria), ed una legge per la musica popolare, che permetta (sprattutto tramite alleggerimenti fiscali per imprese che investano nella musica tricolore) di valorizzare e promuovere i giovani talenti nostri connazionali. "E' stato un incontro molto proficuo che ci ha permesso di evidenziare i gravi problemi che affliggono un importante settore culturale ed industriale del Paese", ha dichiarato il ministro Urbani, che ha aggiunto: "Un primo passo, già praticabile dal collegato fiscale alla Finanziaria attualmente in discussione alla Camera, è la riduzione dell'IVA dal 20% al 10 % con un impegno poi a livello europeo per equiparare l'imposta ad altri beni culturali". Il ministro ha poi individuato i "temi caldi" che lo vedranno impegnato nei prossimi mesi: "Ci sono tre argomenti sui quali stiamo già lavorando e che terremo in massima considerazione: primo, la lotta alla pirateria, secondo, il pareggiamento delle condizioni fiscali con gli altri peasi europei, e terzo la valorizzazione della musica popolare". In seconda istanza, pare che tra gli argomenti discussi ci sia la promozione della musica italiana all'estero: "Parlo di quello stile", ha affermato Mazza, "che ha fatto della musica dance italiana un punto di riferimento per l'intera scena elettronica mondiale: bisogna creare un sistema che permetta di consolidarne la posizione".