Universal risponde ai negozianti: 'Gli sconti per Sanremo? Soltanto un test'

I primi dati di vendita dei dischi sanremesi sembrano premiare il “prezzo suggerito” di 15 euro che Universal ha voluto applicare (con tanto di bollino rosso) alle novità in uscita dei suoi “big” presenti alla manifestazione, Gianluca Grignani e Francesco Renga, ma non smorzano le polemiche sollevate da alcuni rivenditori nei confronti della casa discografica.
Come Rockol ha riferito sabato scorso, 9 marzo (vedi news), diversi commercianti hanno mostrato di non gradire l'iniziativa della major di casa Vivendi, accusata di avere approfittato della proposta lanciata da Pippo Baudo (che suggeriva uno sconto del 20 % su tutti i dischi presentati al festival) per orchestrare una campagna promozionale a proprio esclusivo beneficio. A provocare le loro rimostranze è in particolare la decisione, annunciata dalla major, di applicare la riduzione di prezzo soltanto ad una prima tiratura limitata dei titoli sanremesi, con la conseguenza – a loro dire – che né gli stessi commercianti né i consumatori farebbero in tempo a trarre alcun vantaggio concreto dall'operazione.
Ma Piero La Falce, presidente e amministratore delegato dell'azienda leader di mercato, non ha interesse a surriscaldare i toni del dibattito, come appare evidente dalle dichiarazioni che questa mattina, lunedì 11 marzo, ha rilasciato a Rockol: “I negozianti non hanno apprezzato la nostra campagna sui CD di Sanremo? E' sempre difficile accontentare tutti, ma ci tengo a sottolineare che si trattava solo di un tentativo, di un test di mercato: se poi i segnali che arriveranno dai consumatori daranno indicazioni precise, non saremo così stupidi da non prendere le contromisure adeguate. Baudo ci ha fatto una proposta, noi non siamo convinti che sia quella la soluzione ai nostri mali ma ci siamo detti: perché non provarci?”.
In altre parole, La Falce resta convinto che non sia il prezzo dei CD il motivo scatenante di una flessione delle vendite che negli ultimi mesi si è fatta ancora più drammatica (“anche perché nei grandi centri commerciali le novità discografiche già da tempo si trovano a 15 euro o anche a meno”), ma dice di avere voluto tastare con mano la validità della sua tesi. “Il che – precisa – significa che se, per ipotesi, i nostri album sanremesi andassero a ruba nei negozi ci penseremmo seriamente su e potremmo decidere di proseguire l'operazione-sconto. Vorrebbe dire che il prezzo è effettivamente la leva su cui bisogna manovrare: a quel punto si potrebbe davvero pensare che è il caso di rivedere l'intero sistema dei prezzi coinvolgendo nel discorso gli artisti, la SIAE e gli stessi rivenditori. Ma, ripeto, non credo che il problema stia lì: sta piuttosto in una mentalità pericolosa, alimentata dalla pirateria, che propugna la musica gratis o quasi. Certamente non possiamo pensare di vendere i dischi a 3 o 4 euro come i pirati”.
Intanto però i negozianti si agitano, lamentandosi di un'operazione a “prezzo imposto” il cui onere, dicono, finisce per ricadere sulle loro spalle. “Questo non è vero”, ribatte La Falce. “A tutti, in un caso come questo, tocca fare un piccolo sacrificio: a noi, a loro e anche ai nostri artisti, con cui abbiamo discusso preventivamente della cosa e che hanno accettato di contenere le loro royalty. Nessuno è così cieco da non rendersi conto che sono i volumi a fare il fatturato, e che se esistono strumenti efficaci per dare un impulso alle quantità vendute sarà il caso di adottarli”. Che messaggio vorrebbe dunque lanciare, La Falce, ai rivenditori di dischi? “Al di là del caso specifico, di avere fiducia e sapere che stiamo lavorando anche per loro: sappiamo bene che se non prosperano loro non prosperiamo neppure noi. E' confortante il fatto che a Sanremo, tra un Benigni e un Fiorello, si sia parlato anche dei problemi della pirateria e della nostra industria. Che, per la prima volta, la RAI ci abbia invitati al tavolo delle conferenze stampa e che sia disposta a discutere su basi serie della musica in TV. E che il ministro Urbani abbia accettato di incontrare, domani, la nostra delegazione. E' una sfida difficilissima, quella di resuscitare l'amore del pubblico per il disco, ma la dobbiamo affrontare uniti”.
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