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NEWS   |   Industria / 13/09/2012

Fonti Usa: Universal e Sony autorizzano il servizio music cloud di Google

Fonti Usa: Universal e Sony autorizzano il servizio music cloud di Google

Dopo avere anticipato, in giugno, il raggiungimento di un accordo tra  Amazon e una parte dell'industria discografica in merito alle licenze per il servizio Cloud Drive, è ancora CNET a pubblicare la notizia di un cruciale passo avanti  per l'analogo servizio di music cloud proposto da Google. La società di Mountain View, stando alle "molteplici fonti dell'industria musicale" citate dal sito di informazione tecnologica, avrebbe già messo nero su bianco con Universal Music e Sony Music, le due principali case discografiche (per ampiezza di catalogo e quota di mercato) del mondo, mentre le trattative si starebbero prolungando con la terza e quarta forza del mercato,  Warner Music ed EMI: entrambe le case discografiche, secondo CNET, non sarebbero ancora pienamente convinte della bontà del modello di business proposto.



Quest'ultimo richiede l'autorizzazione delle case discografiche per sostituire il caricamento manuale dei brani su un digital locker con un sistema di "scan & match", basato su un programma che esplora i contenuti musicali presenti nella library del singolo utente e li confronta con il database del servizio, permettendo di rintracciare automaticamente sulla "nuvola" i brani autorizzati della propria collezione e di ascoltarli da qualunque dispositivo connesso a Internet in una versione di buona qualità.



Il digital locker di Google (inizialmente battezzato "Music Beta"), al pari di quello di Amazon e a differenza dell'iCloud della Apple (che funziona proprio con il sistema "scan & match"), aveva iniziato a funzionare nel maggio del 2011 senza consenso delle case discografiche titolari del repertorio musicale.