Mosca, Primo Ministro Russo sulla condanna delle Pussy Riot: 'Troppo dura'

Mosca, Primo Ministro Russo sulla condanna delle Pussy Riot: 'Troppo dura'

Arrivano da ogni parte del mondo ormai i messaggi di sostegno e solidarietà nei confronti delle tre componenti del collettivo punk russo delle Pussy Riot, condannate circa un mese fa a due anni di reclusione con l'accusa di  "teppismo motivato da odio religioso".
Se, in un primo momento, buona parte del supporto a Nadia Tolokonnikova, Katya Samutsevich e Maria Aliokhina poteva dirsi proveniente dall'estero e da artisti di fama internazionale (come, tra gil altri, Paul McCartney, Madonna, Smiths, ma anche Vasco Rossi e gli Elio e le Storie Tese) ora - anche fronte di un'opinione e pubblica sempre più scissa - qualche simpatia nei confronti dell'ensemble russo sembra essersi instillata anche tra i piani alti del governo moscovita. Il Primo Ministro della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, infatti, in occasione della festa svoltasi lo scorso 11 settembre durante la riunione regionale dei capi dello Stato, si è espresso in favore delle tre ragazze davanti alle telecamere, dichiarando: "La sentenza è troppo dura, verrebbe da dire persino un terribile aggravio. Non voglio mettermi al posto del giudice, ma ritengo che il tempo che hanno già trascorso in carcere sia stato sufficiente per farle riflettere su ciò che è successo, sia che sia stato dettato dalla loro stupidità sia da altre ragioni".
Nonostante le sue parole non abbiano celato un certo disappunto per il "clima di isteria che i loro atti hanno creato", Medvedev ha comunque proseguito: "Vista la causa della loro condanna, prolungare la loro reclusione sembrerebbe controproducente".
Gli avvocati della Pussy Riot intanto hanno depositato un ricorso in appello presso il tribunale di Khamovniki, nella capitale russa.

 

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