USA, scaricò da Kazaa 24 canzoni: pagherà 222mila dollari di risarcimento

La corte federale di Saint Paul, nel Minnesota, ha condannato una donna di Brainerd, Jammie Thomas-Rasset, a pagare 222.000 dollari a sei major - tra le quali Sony Music, Universal e Arista Records, per aver scaricato (e condiviso) illegalmente sulla piattaforma Kazaa 24 canzoni: il verdetto arriva a sei anni dal deposito della denuncia, effettuata dall'associazione dei discografici americani, la RIAA, nei confronti di 18mila utenti di piattaforme peer-to-peer individuati e identificati tra il 2003 e il 2008.

La Thomas-Rasset, già condannata in primo grado, ricorse in appello trovando eccessivi i 9.250 dollari chiesti a titolo di risarcimento per ogni brano illegale trovato sul suo hard disc sostenendo - tra le altre cose - che gli autori dei download fossero stati il suo ex compagno e i suoi due figli minorenni: la corte non ha recepito le sue obiezioni, giudicando il risarcimento "non eccessivamente severo" e in linea con le entità dei risarcimenti stabiliti dal Congresso, che per legge - per reati del genere - devono essere non inferiori ai 750 dollari e non superiori ai 150.000. I difensori della donna hanno fatto notare alla corte come se fosse stata accolta in prima istanza la denuncia delle major, che stimavano in 1700 i brani scaricati illegalmente trovati sul computer della loro assistita, l'importo del risarcimento - mantenendo fissa la quota di 9.250 dollari a canzone - sarebbe stato pari a oltre nove milioni di dollari, cifra non proprio "non troppo severa", ma il giudice Steven Colloton ha respinto l'obiezione: "Se e quando una corte riceverà una richiesta di risarcimento multimilionario per un caso di infrazione di copyright non a scopo di lucro, prenderemo in esame un'eventualità del genere".

L'avvocato difensore della Rasset, che ha giudicato "punitiva" la sentenza, ha già assicurato di voler portare il caso all'attenzione della Corte Suprema statunitense.

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