Sanremo, lo sfogo di Omar Pedrini:
'La sinistra mi ha deluso'.

Sanremo, lo sfogo di Omar Pedrini:'La sinistra mi ha deluso'.
Dopo l’appello di Caterina Caselli perché il presidente della Repubblica Ciampi sia presente all’ultima serata del Festival, a Sanremo si parla del rapporto tra rock e politica. Duro lo sfogo di Omar Pedrini, raccolto da Rockol.
“Prevenire è meglio che curare, ma ormai l’industria discografica è un malato terminale, per cui proviamo questa sorta di ‘cura Di Bella’ che potremmo chiamare ‘cura Ciampi’ o ‘cura Caselli’”, commenta il leader dei Timoria, in gara con “Casamia”. Pedrini poi attacca il centro-sinistra, colpevole a suo dire di non avere fatto la propria parte quando era al governo. In particolare, il musicista se la prende con Giovanna Melandri, ex-ministro dei Beni Culturali. “Credo dovremmo imparare del modello francese e fare una legge sulla musica”, ci ha raccontato il musicista. “Noi Timoria ci abbiamo provato in tutti i modi a sostenere un’iniziativa di questo genere. Personalmente abbiamo anche affiancato i verdi per un anno, ma non si è cavato un ragno dal buco. Ho mandato tre lettere all’allora ministro Melandri, che non mi ha neanche ascoltato. Mi ha deluso profondamente: un ministro di sinistra che non ascolta un appello e poi invita i miliardari come Ligabue, Jovanotti o Gino Paoli a parlare di SIAE… Credo che non sia questa la strada: bisogna partire dal basso, ascoltando tutti, dai tecnici del suono per arrivare ai cantanti. In Francia è stato fatto un ministero del Rock, affidato a Jack Lang, che ha lasciato un’eredità importante. Credo che bisognerebbe ripetere un’esperienza simile, ma con qualcosa di specifico italiano. In Francia non esiste la pirateria che da noi è invece un grosso fenomeno; ma altri paesi possono insegnarci piccoli grandi trucchi di mercato: a Parigi trovi un disco di un esordiente ad un prezzo accettabile…”
“Iniziamo a far capire che la musica è cultura, che un disco vale di più che un gioco della playstation… Eppure il mio negoziante di fiducia di Brescia mi racconta che i giochi vendono tre volte tanto rispetto ai CD, anche se costano di più…”, conclude Pedrini, che lancia un appello a tutti gli operatori: “Ognuno faccia la sua parte: le case discografiche e gli artisti facciano dischi migliori, i politici abbassino l’IVA sul CD e si regolamentino Internet e la masterizzazione”.
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