Partono a razzo i dischi di Sanremo: solo quelli falsi, però...

L’effetto Sanremo infuria sulle vendite di Cd e cassette con la forza di un tornado americano, a poche ore dalla chiusura della manifestazione. Ma è un ciclone che si fa sentire soltanto sul mercato delle registrazioni "pirata": sarebbero già trentamila le musicassette "sanremesi" sequestrate dalla scorsa settimana, cinque volte di più rispetto al quantitativo di prodotti illegali intercettati l’anno scorso. I titoli più richiesti: quelli delle tre vincitrici (Minetti, Ruggiero e Lisa), gli album degli ospiti stranieri e la compilation omnicomprensiva che accontenta come sempre tutti i gusti.

Se le vendite dei prodotti messi regolarmente in commercio dalle case discografiche seguissero almeno in parte questo "trend" euforico, l’industria potrebbe brindare al successo dell’operazione festival, partita come ogni anno tra mille dubbi, polemiche e scambi d’accuse d’ordinanza con i plenipotenziari Rai.
Invece i discografici sbuffano, i rivenditori guardano sconsolati gli scaffali che faticano a svuotarsi e il pubblico esce a mani vuote dai negozi. Magari per dare un’occhiata alle bancarelle, dove un Cd fresco di stampa (e falso) costa 10.000 lire e una cassetta (illegale) la metà.
A Napoli, Roma, Palermo e nelle altre maggiori città del Centro-Sud gli album contraffatti con le canzoni di Sanremo crescono e si moltiplicano come funghi. Un’offensiva a tutto campo a cui le Fiamme Gialle di Palermo hanno risposto oggi, 3 marzo 1998, orchestrando in collaborazione con l’unità antipirateria FPM un blitz che ha avuto come bersaglio uno dei maggiori centri di produzione clandestina del paese. Il "bottino" raccolto dalle forze dell’ordine ammonta a 8 piastre di registrazione (capaci di duplicare 2.500 cassette ogni ora), 20.000 musicassette, 140.000 copertine di nastri falsi già stampate, più i master clandestini di 184 titoli di successo.

Un duro colpo per la malavita organizzata che controlla la produzione e lo smercio dei dischi pirata: ma basterà a fermare i produttori clandestini e a ridare fiato all’industria?
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Francesca Trainini (PMI, Impala)
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