Napoli, la Finanza rovina il festival ai pirati

Sanremo è alle porte e gli 007 della Finanza, come di consueto, drizzano le antenne sul traffico della musica piratata, che proprio nei giorni del festival vive uno dei suoi periodi più fertili dell'anno. Così, proprio mentre la kermesse della canzone sta per mettersi in moto, arriva puntuale la notizia che ad Ercolano (Napoli), nel cuore profondo dell'industria nazionale del “falso”, magistratura e polizia tributaria hanno fatto il colpo grosso, ponendo i sigilli ad una centrale di duplicazione clandestina di grosso calibro al termine di un'operazione condotta nella notte di domenica 3 marzo.

L'impianto smantellato dalla Guardia di Finanza, di livello quasi professionale, era situato in un vero e proprio caveau sotterraneo protetto da porte blindate, in cui sono stati rinvenuti (e naturalmente posti sotto sequestro) 119 masterizzatori collocati in linea per la produzione a ciclo continuo di oltre 5 mila CD contraffatti al giorno; nelle stesse “segrete” erano già pronti per lo smercio oltre 10 mila compact masterizzati, mentre altri 78 mila CD vergini giacevano in attesa di essere utilizzati per riprodurre i dischi più richiesti sul mercato. Un bel colpo inferto alla criminalità organizzata che gestisce il commercio illegale dei CD (un business da oltre 180 milioni di euro all'anno, secondo le stime della federazione antipirateria FPM) ma anche una salutare operazione di immagine per l'intero ambiente, a poche ore dall'apertura di un festival destinato, nelle aspettative del direttore artistico Pippo Baudo, a venire in soccorso a un'industria messa in ginocchio dalla crisi delle vendite: anche se il “blitz” delle forze dell'ordine non basterà di certo ad arginare l'alluvione di CD pirata attesa per questa settimana, in contemporanea con la pubblicazione dei dischi che proprio a Sanremo vengono presentati in anteprima.
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