Nesli, ‘Nesliving Vol.3 - Voglio’: ‘Un braccio di ferro tra me e la vita’

Nesli, ‘Nesliving Vol.3 - Voglio’: ‘Un braccio di ferro tra me e la vita’

Esce oggi, 4 settembre, il terzo ed ultimo capitolo della mini saga musicale realizzata da Nesli: “Nesliving Vol.3 – Voglio”. “Una vera e propria dichiarazione di ciò che voglio nella vita, una presa di posizione, una sfida”, come ci racconta Francesco Tarducci, che raggiungiamo per chiacchierare della sua nuova fatica in studio.
Un terzo capitolo, questo di Nesli, che chiude simbolicamente una fase evolutiva: “Fino ad ora molti mi vedevano solo come cantautore introspettivo, concentrato a guardarsi dentro. Questo nuovo disco, invece, invita ad andare oltre, a osservare la realtà che ci circonda. Parlo sempre di me, ma guardando in alto, non più in basso. Non ci sono pareti. E’ una sfida ad andare oltre ai propri limiti, un vero braccio di ferro contro la vita. Sono passionale e mi piace vivere tutto ciò che mi accade e non subire passivamente gli eventi”, racconta Nesli. “E’ disco sicuramente positivo e propositivo rispetto ai precedenti”, aggiunge Tarducci, “ho cercato di trasmettere all’interno dei pezzi la mia voglia di guardare avanti. Sicuramente, questi pezzi sono frutto di una mia personale evoluzione. Ho cercato di portare all’interno di tutti e tre i capitoli della mini saga il mio percorso di crescita come individuo. Nel primo ‘Nesliving’ ero incerto e mi guardavo intorno, ‘Fragile’ è l’attestato della mia fragilità, senza alcuna difesa, e qui invece qualcosa è accaduto, è avvenuto il cambiamento. Ho voluto delineare una mia strada personale, leggibile da tutti. Anche la copertina di ‘Voglio’ sottolinea questo percorso. Io con i capelli castani e biondi, a rappresentare il bene e il male, un incontro tra due forze opposte, che si attraggono e respingono”, prosegue il cantante.
“Le canzoni di questo nuovo lavoro sono nate più o meno nell’arco dell’ultimo anno. Mi piace scrivere quando sono in movimento, non da fermo. Compongo quando sono in macchina, per esempio. Stare immobile dentro quattro mura, paradossalmente, mi crea più demoni che altro, mi sento più sicuro in movimento. E’ un disco che guarda avanti e i brani hanno un po’ quell’attitudine. Guardare avanti, correre, l’idea che qualcosa sta accadendo. Volevo dare la sensazione, a chi ascolta il disco, di essere al centro delle storie che racconto. La canzone a cui mi sento più legato è ‘Se puoi’. Il pezzo è nato durante un soundcheck di una data del tour dello scorso anno. Il mio chitarrista improvvisava sempre lo stesso giro di chitarra, che a me piaceva molto. E’ un po’ la colonna sonora di quei live. Io ho iniziato a scrivere il testo mentalmente e alla fine del tour ‘Se puoi’ ha visto la luce. E’ proprio una delle canzoni che rende meglio l’idea di correre, quasi fino a prendere il volo. Ho sempre fatto di tutto per mettere su radici. Pensavo che la vita fosse completa se riuscivi a costruire qualcosa di solido, di tuo. Non è andata esattamente così, gli eventi hanno preso un’altra piega, ho avuto dei segni che mi hanno indicato che la mia strada era un’altra. La corsa, come movimento ideale, ben rappresenta il mio stato attuale. Non è una fuga, ma una volontà di andare sempre avanti”, afferma Nesli.
Il singolo che ha preceduto il disco è “Ti sposerò” e chiediamo all’artista il motivo di questa scelta: “Perché il matrimonio è l’inizio di qualcosa insieme, nella metafora della coppia. Per me la musica è condivisione, e il matrimonio associato alla musica è proprio questo. Si parte insieme e si parte legati. Poi c’è la luna di miele e il resto della vita insieme. Non c’era inizio migliore per me”.
Nesli sta realizzando un tour promozionale instore, che sarà seguito da una serie di concerti nel 2013: “E’ partito ora un vero e proprio tour de force nei negozi di tutta Italia, successivamente ci saranno dei secret show legati alla versione deluxe del disco, che contiene un biglietto, e nel 2013 ci saranno i concerti veri e propri. I live saranno organizzati come nel tour precedente: in parte nei club, in cui sarò accompagnato da un dj, in parte in acustico con un chitarrista. Ci saranno un paio di novità interessanti, ma rimando tutto a più avanti”, dice Nesli. Parliamo con l’artista della musica italiana di oggi: “Una volta Vasco disse che la musica italiana è in salute, è la discografia ad essere malata. Questa affermazione era valida per la situazione di tre o quattro anni fa. Ora anche la musica si è ammalata di conseguenza. Troppo spesso è una fotografia di un vecchissimo disco che nessuno guarda più. Troppo auto-referenziale, auto-celebrativa. Non ci si assume più rischi. La musica ha il potere di svegliare coscienze, ma ora nessuno vuole responsabilità. Fare musica tanto per farla è come lavorare in banca. Io, per esempio parlo ad un pubblico composto per la maggior parte da ragazze giovani, che un domani saranno mamme e mi piace poter pensare di trasmettere loro qualcosa di importante con le mie canzoni”, sostiene Francesco.
“Oggi ascolto poca musica italiana, sono parecchio esterofilo. Da bambino mia mamma ascoltava Anna Oxa e Mia Martini, e mi piacevano molto. Ultimamente M83, Sigur Ròs e XX girano a ripetizione del mio iPod. Elettronico ma raffinato, un po’ da colonna sonora. Un mio disco electro? Perché no, sono un po’ uno ‘yes man’, e ogni lasciata è persa. Come ho detto all’inizio, sto correndo e voglio continuare a farlo”, conclude Nesli.

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