Musica digitale in eredità alle figlie: Bruce Willis farà causa alla Apple?

Oltre a esibirsi di tanto in tanto come cantante (dai tempi lontani della fortunata cover di "Under the boardwalk" e dell'album "The return of Bruno", pubblicati nel 1987 dalla prestigiosa etichetta Motown), Bruce Willis è un vorace consumatore di musica, che sui numerosi iPod di sua proprietà - lo ha raccontato lui stesso - ha accumulato migliaia di ore di registrazioni regolarmente acquistate sui negozi digitali. La cinquantasettenne star di Hollywood sta già pensando di lasciare in eredità quel piccolo patrimonio di valore culturale-sentimentale, dopo la sua scomparsa, alle figlie Rumer, Scout e Tallaluh (di 24, 20 e 18 anni rispettivamente): e per farlo, informa il Daily Mail inglese, potrebbe anche dichiarare guerra alla Apple.



Le clausole incluse nei contratti standard che iTunes e altre piattaforme digitali sottopongono ai loro clienti concedono infatti all'utente  la facoltà di conservare a tempo indeterminato album e canzoni acquistate in virtù di una licenza, ma non la possibilità di trasferirli  a terzi  (di qui le cause che le case discografiche hanno intentato recentemente al rivenditore di file "usati" ReDigi): tanto che  Apple, oltre a impedire tecnicamente il trasferimento dei file su lettori Mp3 prodotti da altre ditte, si arroga il diritto di "congelare" gli account di chi manifestamente metta la sua collezione di musica in condivisione con altri soggetti.



Che fare? Secondo il Daily Mail,  Willis starebbe prendendo in considerazione la possibilità di citare in giudizio il gigante di Cupertino, agganciandosi alle cause già aperte in cinque stati dell'Unione da parte di cittadini che rivendicano il diritto di fare ciò che desiderano con i file regolarmente acquistati sugli "stores" digitali.

Un'altra delle soluzioni prese in considerazione dal celebre attore hollywoodiano e dai suoi consulenti legali sarebbe quella di istituire dei trust familiari cui affidare la gestione della library personale di iTunes; una sua discesa in campo contro Apple, in ogni caso, farebbe rumore (e pubblicità negativa), aprendo un ampio fronte che riguarda anche il mercato degli e-book e dei film distribuiti in formato digitale.



"Un sacco di gente sarà sorpresa nell'apprendere che tutte le canzoni e i libri che ha acquistato nel corso degli anni non gli appartiene per davvero", ha spiegato al giornale inglese l'avvocato Chris Walton. "Mentre è assolutamente naturale volerli cedere a una persona cara".
 
 

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