Parla Minellono: 'Ecco perché ho chiuso con Pacolli'

Parla Minellono: 'Ecco perché ho chiuso con Pacolli'
Una “rivolta dei sergenti” (per usare le sue parole) avrebbe spinto Cristiano “Popi” Minellono a dimettersi dalla B&G di Behgjet Pacolli, l'imprenditore albanese, ex compagno di Anna Oxa, che da qualche mese si è lanciato anima e corpo nel business discografico, conquistandosi immediate attenzioni da parte della stampa specializzata e non a colpi di bellicose dichiarazioni d'intenti, ingaggi di artisti di fama nazionale e turbolenti incidenti di percorso (vedi le notizie altalenanti sulla partecipazione di Loredana Berté al prossimo Festival di Sanremo).
Al telefono con Rockol Minellono, che alla B&G ricopriva il ruolo di direttore generale/responsabile artistico, non risparmia i particolari sui motivi delle sue improvvise dimissioni. “Me ne sono andato – spiega il paroliere, produttore musicale e autore televisivo (collaboratore storico di Toto Cutugno, Ricchi e Poveri e tanti altri protagonisti della canzone italiana) – perché non potevo accettare di prendere ordini da persone che in materia musicale mancano di qualsiasi professionalità e competenza specifica, sia sotto il profilo commerciale che per quanto attiene alla gestione dei rapporti con gli artisti. Né di dover rispondere a un padre-padrone, Pacolli, convinto di essere infallibile e di avere sempre la risposta giusta”.
Secondo voci riprese anche dalla stampa quotidiana sarebbe stato proprio il caso-Berté a far esplodere in maniera insanabile i contrasti tra il direttore generale e gli altri dirigenti dell'etichetta, il vicepresidente Gianni Belleno e lo stesso Pacolli. Minellono non smentisce, “anche se – aggiunge - le cose non sono andate come hanno riportato i giornali: Pacolli non ha bacchettato né rimesso in riga nessuno. Ma certo non nego di non avere mai creduto nel progetto discografico della Berté, che mi è parso sin dall'inizio privo di direzione artistica, troppo costoso, confuso e nato in un clima di isteria collettiva. Né di avere propugnato la sua sostituzione nel cast di Sanremo con Ivana Spagna, che ritengo essere un'artista di grandi qualità e provata professionalità”.
“Un delirio di onnipotenza condito da gelosie e caos organizzativo”: così Minellono descrive lo stato delle cose che lo ha indotto ad abbandonare la B&G. “Senza alcun rancore personale – aggiunge – ma con qualche rimpianto perché avevo creduto nelle potenzialità di questa avventura, prodigandomi per coinvolgervi artisti come Eduardo De Crescenzo, Mariella Nava e la stessa Spagna nonché manager di riconosciuto valore ed esperienza come Elio Cipri e Romano Razzini”.
Il divorzio dall'etichetta di Pacolli, che lo ha rimpiazzato con Marco Pogliaghi (già suo braccio destro presso la capogruppo del suo impero finanziario, la Mabetex), non significherà un nuovo addio all'ambiente musicale per il cinquantaseienne Minellono, poche settimane dopo il suo rientro in grande stile. “Anzi”, spiega a Rockol l'interessato, “dopo ventidue anni passati ad occuparmi di consulenze pubblicitarie e produzioni televisive (portano la sua firma, tra gli altri, programmi TV come “Furore” e “Momenti di gloria”), mi è tornata una gran voglia di occuparmi di musica. C'è molto da fare, a mio avviso, nel mondo della canzone: nessuno, per esempio, sembra volersi prendere la briga di prestare ai testi l'attenzione che meritano. Un progetto che ho intrapreso con un partner molto conosciuto nell'ambiente sta prendendo forma in questi giorni: si tratta di una società di produzioni e edizioni musicali di cui potrò dare notizie più precise tra qualche giorno”.
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