NEWS   |   Industria / 29/08/2012

Diritti connessi, prosegue la causa tra SCF e RTL

Diritti connessi, prosegue la causa tra SCF e RTL

In base alle disposizioni di legge, l'emittente radiofonica RTL 102.5 dovrà pagare a SCF il 2 % dei suoi incassi lordi (o delle quote di incassi lordi corrispondenti) a titolo di compenso per la pubblica  diffusione del repertorio musicale tutelato dalla società consortile di collecting che rappresenta le case discografiche. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, fissando una nuova udienza tra le parti per il prossimo 9 ottobre.



A conclusione di un lungo e aspro contenzioso iniziato nel 2009 e sfociato anche in un parziale boicottaggio delle novità discografiche da parte delle emittenti private, lo scorso mese di aprile i discografici avevano finalmente raggiunto un accordo con i network privati Radio 101, Radio 105, Radio Capital, Radio Italia, RDS, Radio Deejay, Radio Montecarlo, M2O e Virgin Radio, firmando con essi un nuovo contratto quadriennale che regola il broadcasting su ogni genere di piattaforma tecnologica. L'accordo prevede un adeguamento del 25 % della royalty spettante ad artisti e produttori discografici e includeva anche la liquidazione delle somme pregresse. In quella occasione, le emittenti si erano anche impegnate a fornire a SCF una rendicontazione analitica della loro programmazione, così da favorire una attribuzione più precisa dei compensi agli aventi diritto.



RTL era stato l'unico network privato nazionale a decidere di portare avanti la vertenza, rifiutandosi di  transare con SCF.  "La sentenza 'parziale' emessa dal Tribunale di Milano ci ha alquanto soddisfatti, poiché va a ridimensionare in modo tangibile le richieste di SCF. Ciò dimostra che RTL bene ha fatto ad evitare accordi transattivi", ha dichiarato a Rockol il presidente dell'emittente Lorenzo Suraci. "Per il prosieguo del giudizio", ha aggiunto, "la causa è stata rimessa sul ruolo istruttorio al fine di dare corso alle attività necessarie per pervenire alla determinazione delle somme dovute (e non di ulteriori somme a titolo di danni). RTL proseguirà nelle proprie linee di difesa, che hanno già caratterizzato la prima fase del giudzio".

 

Sul versante opposto, anche il presidente SCF Enzo Mazza esprime soddisfazione per "una decisione che anzitutto stabilisce un principio sacrosanto, ovvero che in assenza di accordi il 2 % di legge è dovuto senza sconti o abbattimenti. Attenderemo ora fiduciosi che il giudice stabilisca l'ammontare del danno e degli interessi dovuti da RTL a SCF e nel frattempo, come abbiamo sempre fatto, siamo a disposizione per un eventuale accordo così come lo abbiamo raggiunto con gli altri network. La decisione dei giudici milanesi è già abbastanza punitiva per RTL e non vedo il motivo di continuare una guerra che rischia solo di peggiorare la posizione della radio".