Stop ai concerti a Roma e Firenze: lo propone la FIMI, i promoter lo respingono

Le due città italiane, individuate come bersagli-simbolo della lotta alla pirateria musicale, potrebbero essere escluse dai tour delle pop star internazionali che calano in visita nel nostro paese, in modo da convincere le autorità comunali a prendere provvedimenti contro un fenomeno che ha superato i limiti di guardia.
Ad avanzare la provocatoria proposta è la principale associazione nazionale dell'industria discografica, la FIMI, che in merito alla possibilità di organizzare il clamoroso boicottaggio annuncia di avere già preso contatti con alcune (non meglio identificate) agenzie di management internazionale. “Gli artisti stranieri, e i loro manager, sono estremamente sensibili nei riguardi del problema della contraffazione e della evasione dei diritti: di conseguenza, hanno accolto con interesse il nostro suggerimento”, conferma a Rockol il direttore generale della federazione, Enzo Mazza. Che annuncia un secondo passo nella strategia FIMI: coinvolgere nell'azione di protesta anche gli artisti e le case discografiche italiane, alcune delle quali si sarebbero già dichiarate disponibili a collaborare.
Roma e Firenze nel centro del mirino, dunque. Con le amministrazioni comunali in veste di principali imputate: “E' vero”, osserva Mazza, “Napoli rimane indiscutibilmente il maggior centro di produzione di dischi pirata in Italia, ma in nessun luogo come a Roma oggi il problema è sotto gli occhi di tutti: basta passeggiare cinque minuti per le vie del centro per imbattersi in una miriade di venditori ambulanti che espongono in bella mostra CD contraffatti. Personalmente, ho inviato due lettere al sindaco di Roma Walter Veltroni per sensibilizzarlo sul problema ma finora ho ottenuto solo risposte formali e di cortesia. E anche a Firenze il fenomeno della pirateria sta montando in modo preoccupante: per questo urge una risposta da parte delle autorità pubbliche”.
Resta da vedere se la proposta possa davvero tradursi in azioni concrete, o non abbia piuttosto come vero obiettivo quello di fare pressione sulle massime cariche locali, ree di non far applicare la legge che punisce la produzione e distribuzione di materiale audio e video contraffatto. E' davvero possibile, in sostanza, che Roma e Firenze vengano escluse dal circuito della musica “live”? Claudio Trotta, direttore di Barley Arts Promotion e consigliere di Assomusica (l'associazione dei promoter italiani), lo esclude nel modo più assoluto: “La FIMI non è competente a prendere iniziative in un settore professionale che non la riguarda direttamente. Ci spiace invece che, prima di rendere pubblica una proposta di questo tipo, non abbia pensato di discuterne con gli organizzatori di concerti e con la loro associazione per concordare una linea comune. Noi – aggiunge Trotta – siamo assolutamente disponibili ad aprire un tavolo di confronto sulla pirateria, un problema che in forme e misure diverse colpisce anche la musica dal vivo e il suo indotto, a partire dal merchandising. Ma non è muovendosi in questa maniera che l'associazione dei discografici otterrà qualcosa. Il calendario dei concerti primaverili ed estivi è ricchissimo di artisti italiani e stranieri. E il pubblico di Roma e di Firenze – conclude Trotta - può stare tranquillo: nessuno si tirerà indietro, e ci sarà molta musica dal vivo anche nelle loro città”.
"Se non si vendono più dischi, non ci sono più concerti", chiosa ancora Mazza all'agenzia ANSA: "Le due realtà sono collegate. Sarà interessante sapere quali concerti saranno organizzati dai promoter quando non si venderanno più cd".
Secca la controreplica di Trotta: “la discografia continua a ragionare in termini di presunta propria esclusiva centralità rispetto all'industria complessiva della musica e dei suoi componenti. Così facendo, a mio parere, in primo luogo la discografia perde la memoria storica (la musica nasce prima come esecuzione e poi solo dopo come incisione meccanica); in secondo luogo, non ha capacità critiche di comprensione delle dinamiche moderne di rapporto fra gli artisti e il pubblico, che vanno dai concerti alla diffusione sui media della musica, dalla radio alla tv alla rete.”
In serata è stata resa nota anche la replica dell'Assessore alla Cultura di Firenze, Simone Siliani: "Quello della pirateria è un problema reale", ha dichiarato all'ANSA Siliani, che ha aggiunto, "Ma troverei alquanto strano che a pagare per questo fossero i fiorentini e i romani". L'assessore non ha poi risparmiato una stoccata alla FIMI: "Per venire in contro ai giovani ha forse più senso abbassare il prezzo dei CD, che in Italia è tra i più alti al mondo. Ma forse questa soluzione non piace ai discografici...". Dello stesso avviso è l'assessore alla Cultura del Comune di Roma Gianni Borgna: "Le ritorsioni contro Roma e Firenze sono inutili", ha dichiarato l'assessore sempre all'ANSA, "L'unica via percorribile è quella di una lotta congiunta alla pirateria musicale". Alle dichiarazioni di Borgna fanno eco quelle del vicepresidente del consiglio comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma: "Un appello alla lotta contro la pirateria non può tramutarsi in una ritorsione contro una città".
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