Frank Zappa, presto in streaming tutto il catalogo

Frank Zappa, presto in streaming tutto il catalogo

A circa due mesi dall'annuncio della ristampa dei sessanta album in studio prodotti per la Barking Pumpkin Records, l'etichetta fondata dall'artista che spedirà sul mercato - previa opera di rimasterizzazione - il corpus del compositore di Baltimora in cinque tranche da dodici album ciascuna tra il 31 luglio e il 31 dicembre, arriva la notizia dello sbarco sul mercato streaming del catalogo di Frank Zappa: l'operazione, così come la massiccia operazione di riedizione del back catalogue, sarà possibile grazie ad un accordo tra lo Zappa Family Trust, titolare delle registrazioni, e la Universal Music, che per l'occasione avrebbe affidato il timone al dirigente di vecchia data Bruce Resnikoff, veterano del music biz statunitense in e buon conoscitore di realtà come Spotify.

Al momento, l'accordo non è ancora stato svelato nel dettaglio: in ogni caso, sembra che l'operazione possa concretizzarsi di fatto entro il prossimo mese di ottobre. Una fonte rimasta anonima ha tuttavia riferito come Universal possa rappresentare solo un interlocutore-cuscinetto che eviti al clan Zappa - storicamente contrario alla digitalizzazione delle opere - di trattare direttamente con un operatore streaming: "L'idea è che lo Zappa Family Trust si stia organizzando con un intermediario in modo da condurre la trattativa per interposta persona senza cedere direttamente il catalogo nelle nostre mani", ha riferito un responsabile di una piattaforma coinvolto nell'accordo

"Ci hanno fatto un'offerta che non abbiamo potuto rifiutare, per un sacco di buone ragioni", ha chiarito al proposito Gail, seconda moglie di Zappa oggi a capo dell'istituzione a lui intitolata, subito dopo la formalizzazione dell'accordo con Universal: "E' una situazione vincente per tutti noi, ma soprattutto per Frank Zappa. Possa la sua bacchetta da direttore agitarsi ancora a lungo".

Al momento le piattaforme streaming possono contare su una discreta quantità del compositore di "Freak out!" (1966), "Absolutely free" (’67), "We’re only in it for the money" (’68) e molti altri, composta tuttavia da materiale apocrifo composto per la maggior parte da interviste, cover e tribute album.

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