I risultati della notte dei Grammy

La lunga notte dell'assegnazione dei premi Grammy è stata ricca di sorprese e di sconfitte. I "grandi sconfitti" sono Puff Daddy, Babyface e Paula Cole: complessivamente avevano ben 22 mominations, ma si sono portati a casa solo quattro Grammy. "Puffy", il quale aveva 7 nominations, ha ritirato due premi, quello per il "miglior album rap" con "No way out" e quello per la "miglior performance rap di duo o di gruppo" per la sua "I'll be missing you". Babyface, dall'alto delle sue otto nominations, si è portato via solo il Grammy per il "produttore dell'anno". Paula Cole, 7 nominations, ha ritirato solo il premio per "miglior nuovo artista".

Bob Dylan, a sorpresa, ne ha vinti tre. Il Profeta di Duluth ha infatti vinto i Grammy per "album dell'anno" ("Time out of mind"), "miglior album folk contemporaneo" (idem) e "miglior performance vocale di rock" per "Cold irons bound". Vittoria multipla anche per R.Kelly: la sua "I believe I can fly" gli ha fatto portare a casa i premi per la "miglior canzone R&B", "miglior performance vocale maschile di R&B" e "miglior canzone". Shawn Colvin ha guadagnato due premi prestigiosi, quello per "disco dell'anno" per il suo "Sunny came home", il quale ha anche vinto il premio "canzone dell'anno". Jamiroquai, anch'egli a sorpresa, torna in GB col titolo di "miglior performance pop di gruppo", titolo "scippato" ai più accreditati Rolling Stones o Fleetwood Mac. Il titolo di "miglior album pop" è andato a James Taylor, mentre quello per il "miglior album R&B" è stato intascato da Erykah Badu. Tra gli avvenimenti più curiosi della nottata, un uomo che, a dorso nudo, guadagnato il palco si è esibito in un improbabile balletto mentre Bob Dylan intonava la sua "Love sick".
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