Jaz Coleman, il frontman dei Killing Joke che aveva fatto perdere le proprie tracce dopo un provocatorio post apparso sulla sua pagina Facebook nel quale aveva pesantemente attaccato i Cult (band con la quale - insieme ai Mission - l'artista avrebbe in programma un tour congiunto nel Regno Unito nel prossimo mese di settembre) si è rimesso in contatto con il mondo sempre attraverso il proprio account personale aperto sul noto social network: l'artista, secondo un post apparso nelle prime ore di questa mattina, si troverebbe in una non meglio specificata località del Sahara Occidentale, territorio a sud del Marocco conteso dal governo di Rabat al Fronte Polisario, raggruppamento delle entità tribali locali che da anni rivendica il diritto all'autodeterminazione.
"Sto scrivendo il mio libro e finendo di comporre la colonna sonora del mio nuovo progetto solista, 'The nirvana symphonic': cos'è tutto questo casino?", si è candidamente domandato l'artista, che - oltre a parlare di sè in terza persona, nel messaggio, inserendo virgolettati come se fosse stato intervistato da un cronista - ha negato di essere l'autore del post che spinse la sua band sulla via dell'incidente diplomatico con la formazione capitanata da Ian Astbury: "Tuttavia questo scherzo, del quale non sono il responsabile, ha fatto scattare un allarme sacrosanto, che - allo stato attuale delle cose - rende impossibile il sereno svolgimento di questo tour".
I suoi compagni di gruppo avevano però rassicurato fan e promoter: "Cercheremo, nel caso, di far fronte alla defezione di Jaz in modo appropriato: nel frattempo, faremo tutto il possibile per rintracciare il nostro frontman e perché questo tour si svolga secondo i piani".
Notizie
|
13/08/2012