Olimpiadi, Londra 2012: Beady Eye, Queen, Muse e Who chiudono i Giochi

Olimpiadi, Londra 2012: Beady Eye, Queen, Muse e Who chiudono i Giochi

Come in occasione della cerimonia di apertura, il rock britannico ha fatto bella mostra di sè in occasione dello show conclusivo dei trentesimi Giochi Olimpici moderni, chiusosi pochi minuti fa allo stadio Olimpico di Londra: ad aprire le danze, sulle sponde de Tamigi, sono stati i Madness, che dal vivo, sul rimorchio di un TIR, si sono prodotti nel loro classico "Our house". E mentre, sul finale del brano, il loro sassofonista Lee Thompson veniva sollevato verso l'alto da un sistema di cavi, tra gli spalti ha inizianto a suonare la hit dei Blur "Parklife", per l'occasione riarrangiata in chiave bandistica, alla quale è seguita "West end girls" dei Pet Shop Boys, eseguita da Neil Tennant e Chris Lowe su una coppia di risciò che correvano in cerchio sulla pista antistante le tribune.

Sullo stesso tracciato, sempre sul rimorchio di un TIR, è stata poi la volta degli One Direction, che hanno sfoderato per l'occasione la loro "More than this". La storia del rock (britannico e non solo) ha fatto capolino pochi minuti più tardi, subito dopo un intermezzo dell'ensemble teatral-musicale degli Stomp, quando la mente dei Kinks Ray Davies ha preso il palco per una rilettura solista di "Waterloo sunset", alla quale sono seguiti i set di Emeli Sandé e degli Elbow: questi ultimi, sull'entrata delle delegazioni nello stadio, hanno proposto dal vivo "Open arms" e "One day like this".

Non sono mancati gli omaggi ai Queen (con una manciata di secondi di "Bohemian rhapsody") e John Lennon, con un coro di voci biance ad accennare "Imagine", poi seguita con una registrazione nella versione originale - accompagnata da una suggestiva coreografia a ricreare il volto dell'ex Beatle e da una sezione di bambini a tradurre in lingua dei segni il classico del 1971): si è tornati, subito dopo, ai live, con l'apparizione sul palco di George Michael, che sulle note di - tra le altre - "Freedom" ha aperto la strada ad un tributo a David Bowie, omaggiato allo stadio olimpico londinese da un medley (registrato) dei suoi brani più famosi.



Annie Lennox, con "Little bird", ha preceduto uno dei momenti musicalmente più alti della cerimonia di chiusura: Ed Sheeran, accompagnato da Nick Mason dei Pink Floyd, si è prodotto in un versione del superclassico degli alfieri della psichedelia d'oltremanica "Wish you were here". Con loro, sul palco, erano presenti Richard Jones dei Feeling al basso e Mike Rutherford dei Genesis alla chitarra.



Russell Brand, sempre in puro stile psichedelico, ha fatto irruzione nello stadio su un van cantando "Pure imagination" (dalla colonna sonora di "Willy Wonka and the chocolate factory") e "I am the walrus" dei Beatles: in pochi attimi, dal mezzo - trasformatosi nel frattempo in un enorme polipo trasparente - è sbucato Fatboy Slim, che ha prima mixato le sue due hit "Right here, right now" e "Rockafeller skank", poi fornito le basi a Jesse J, Tinie Tempah e Taio Cruz, i quali - dopo una veloce sfilata "solista" a bordo di fiammanti Rolls Royce sulla pista, si sono uniti - sempre supportati da Norman Cook - in una rilettura di "You should be dancing" dei Bee Gees.

Subito dopo, due dei momenti clou della serata: prima le Spice Girls, che - arrivate nel bel mezzo dello stadio a bordo di cinque tipici black cab londinesi personalizzati - hanno sfoderato "Wannabe" e "Spice up your life", poi i Beady Eye, che - per l'occasione - hanno ripescato dal repertorio degli Oasis l'indimenticabile "Wonderwall", l'esecuzione della quale è stata accompagnata dal vivo da un'orchestra.



Eric Idle dei Monty Python ha stemperato la solennità dello show con "Always look on the bright side of life", dalla colonna sonora di "Brian di Nazareth": subito dopo, i Muse hanno riletto dal vivo il brano scelto come colonna sonora della trentesima olimpiade moderna, "Survival". Un omaggio in video a Freddie Mercury (in particolare, dal live dei Queen e Wembley nel 1986) ha lasciato poi spazio e Brian May e Roger Taylor, che con Jesse J al microfono hanno eseguito uno dei brani più suonati di questi Giochi, "We will rock you".

Il gran finale è stato anticipato dai Take That, che (senza Robbie Williams) con "Rule the world" hanno aperto la strada ai protagonisti assoluti della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra 2012, gli Who: Roger Daltrey e Pete Townshend hanno scosso pubblico e atleti con un medley che, dopo l'apertura sull'incipit di "Baba O'Riley", è proseguito su "See me, feel me" per chiudersi trionfalmente sull'immancabile "My generation".

L'istant-album che include tutte le esibizioni tenute nel corso della serata, battezzato "A symphony of british music: music for the closing ceremony of the London 2012 Olympic Games", è già disponibile in versione digitale su iTunes.

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