Sbarca in Italia l'horror-metal degli Slipknot

Sbarca in Italia l'horror-metal degli Slipknot
Lo shock-rock degli Slipknot ha fatto tappa ieri, 4 febbraio, a Milano. Col volto rigorosamente coperto da maschere raccapriccianti ispirate ai film dell'orrore, tute da prigionieri del braccio della morte e un suono distorto, ruvido e violento al limite dello stordimento, enfatizzato dai due percussionisti, gli Slipknot hanno messo in scena il loro show che, nel corso degli ultimi mesi, ha non poco aiutato la band a vendere, solo negli Stati Uniti, oltre un milione di copie del nuovo disco “Iowa”. L'idea di coprirsi il volto con una maschera, nel rock, non è nuova. Prima della nu-metal band di Des Moines, molti altri musicisti hanno utilizzato trucco pesante e travestimenti bizzarri per attrarre o scioccare il pubblico. Primi fra tutti i Kiss che, all'inizio degli anni '70, resero popolari i loro volti ricoperti di cerone, celebrando sul palcoscenico l'idea più teatrale e istrionica del rock o come Alice Cooper, noto per le trovate horror che animavano i suoi concerti. Ma potremmo citare anche i californiani Resindents, il look marziano dei Rockets o, in tempi più recenti, l'immagine gotica, decadente e satanica di Marilyn Manson. Nonostante la propensione al travestimento però, gli Slipknot si sono più volte dichiarati contrari ad una eccessiva mercificazione della propria immagine, criticando aspramente proprio i loro più celebri precursori: “I Kiss? Vuotano le tasche dei fan con un merchandising esagerato” ha dichiarato polemicamente il leader degli Slipknot. “E quando un gruppo rock vende addirittura scatole di cereali con il proprio marchio è musicalmente finito”. (Fonte: Il Corriere della Sera)
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