USA, alla Gibson 350.000 dollari di multa per importazione illegale di legname

USA, alla Gibson 350.000 dollari di multa per importazione illegale di legname

La Gibson, una delle manifatture di strumenti musicali - di chitarre e bassi in particolare - più celebri al mondo con quartier generale a Nashville, in Tennessee, pagherà alle autorità statunitensi una multa di 350.000 per aver importato illegalmente nel 2009 ebano - poi impiegato per la realizzazione delle tastiere dei propri strumenti a corda - dal Madagascar: nello specifico, la casa (entrata nella leggenda per aver posto il proprio marchio su modelli leggendari come la Les Paul o la SG) acquistò una partita di legname da fornitori privi della certificazione che attesti la corretta provenienza della materia prima, che - secondo quanto stabilito dal Macey Act del 2008 - deve essere ottenuta per mezzo di coltivazioni che preservino il patrimonio floristico del Paese d'origine.

"La Gibson ha ammesso di non aver acquisito sufficienti informazioni in merito dalla partita di ebano proveniente dal Madagascar, violando così le leggi emanate per contrastare lo sfruttamento e il commercio non regolamentato di legnami rari, specie se provenienti - come in questo caso - da Paesi molto esposti al rischio di deforestazione", ha dichiarato Ignacia S. Morena, assistente del procuratore generale americano.

E' diversa la versione dell'amministratore delegato della casa, Henry Juszkiewicz, secondo il quale l'ammenda "sarebbe il modo più comodo per chiudere il procedimento e evitare di spendere milioni di dollari in spese legali per un lunghissimo processo, oltretutto inutile, perché noi non abbiamo commesso alcuna infrazione. Abbiamo solo fretta di tornare a fare il nostro mestiere, cioè costruire chitarre".

L'azienda sarà tenuta a versare, oltre ai 350.000 di multa, anche 50.000 in donazione alla National Fish and Wildlife Foundation, ente istituito nel 1984 dal Congresso statunitense per la preservazione del patrimonio naturale nazionale.

Lo scorso agosto lo stabilimento principale della casa produttrice venne perquisito dalle autorità federali in relazione al presunto impiego di un'altra partita di legname illegale, questa volta proveniente dall'India: Juszkiewicz definì gli addebiti "idiozie" accusando la National Fish and Wildlife Foundation di abuso di potere e persecuzione.

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