Russia, arrestati e condannati altri musicisti anti-Putin

Russia, arrestati e condannati altri musicisti anti-Putin

Dopo il caso Pussy Riot, collettivo punk femminile le cui menti sono state tratte in arresto lo scorso febbraio dopo una clamorosa protesta inscenata sul sagrato di una cattedrale moscovita, altri musicisti dissidenti hanno passato guai con la legge russa per aver lanciato messaggi anti-governativi: due elementi dell'ensemble hip hop Makulatura, Yevgeny Alyokhin e Konstantin Strokolsky, sono stati tratti in stato di fermo dalle autorità moscovite, processati per direttissima per vandalismo e condannati a pagare un'ammenda di 1000 rubli a testa (circa 31 dollari americani) per aver lanciato ieri sera, dal palco del MegaVeganFest festival a Baumansky Park, nella capitale russa, messaggi ostili al governo.

Stando a quanto dichirato dalla BBC da uno dei legali dei musicisti, Vasily Kushnir, la polizia sarebbe intervenuta interrompendo il concerto e arrestando i due dopo l'esecuzione di un brano intitolato "Il poliziotto del futuro", il cui testo accusa le autorità russe di essere poco efficenti, corrotte e ciecamente fedeli al partito Russia Unita, nato nell'aprile del 2011 per sostenere le campagne elettorali di Putin.

Diversa, ovviamente, la versione fornita dai tutori dell'ordine, secondo i quali l'intervento si sarebbe reso necessario dopo alcune "uscite particolarmente ingiuriose nei confronti del presidente in carica, accompagnate da linguaggio osceno e blasfemo, platealmente offensive per la società".



Nel filmato emerso sulle piattaforme di video sharing che riprende le fasi salienti del fermo, si sentono distintamente le proteste del pubblico indirizzate agli agenti protagonisti dell'intervento.

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