Virgin America: l'arrivo di Serletic provoca un altro terremoto

Virgin America: l'arrivo di Serletic provoca un altro terremoto
Ennesimo (ma non troppo inatteso) colpo di scena nella turbolenta saga della Virgin americana: in concomitanza con l'annunciato arrivo negli uffici di Los Angeles del produttore rock Matt Serletic (noto per la sua fortunata collaborazione con i Matchbox Twenty, vedi news) escono di scena i due co-presidenti dell'etichetta, Ray Cooper e Ashley Newton, a cui il nuovo boss mondiale di EMI/Virgin Alain Levy aveva rinnovato il contratto non più tardi dello scorso mese di novembre (vedi news).
Nelle sue nuove mansioni direttive, ancora da formalizzare, è possibile che Serletic venga affiancato dall'attuale vicepresidente di EMI Recorded Music per il Nord America Roy Lott, nel compito di “uomo d'ordine”: al neoassunto spetterebbe invece un ruolo “creativo” di rivitalizzazione del roster artistico dell'etichetta, simile a quello che Andy Slater (produttore di Wallflowers, Fiona Apple e Macy Gray) svolge da un anno presso un altro marchio storico del gruppo, la Capitol Records.
Cooper e Newton non sono le prime “vittime” della radicale riorganizzazione della Virgin decisa da Levy e dal suo braccio destro David Munns dopo avere sostituito Ken Berry al vertice del gruppo EMI: prima di loro, sono stati costretti a lasciare di punto in bianco l'azienda l'ex moglie dello stesso Berry, Nancy, e poi Paul Conroy, a lungo numero uno della Virgin inglese. Proprio quest'ultimo era il mentore principale della coppia, approdata alla Virgin inglese negli anni d'oro delle Spice Girls dopo avere militato insieme alla Island (dove entrambi lavorarono a stretto contatto con gli U2) e avere fondato la Circa (Massive Attack, Neneh Cherry). Nel 1997 i due erano stati chiamati da Ken Berry a sostituire Phil Quartararo alla guida della Virgin America.
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