Pirateria musicale, se ne discute anche in Parlamento

Il problema della pirateria musicale approda tra gli scanni di Montecitorio. A portare la questione nell'arena politica è l'onorevole Giuseppe Giulietti (DS/L'Ulivo, membro della VII commissione permanente Cultura, Scienze e Istruzione) che per tramite di un'interrogazione parlamentare presentata nella giornata di giovedì 31 dicembre ha sollecitato governo e ministro dell'interno (nella sua qualità di coordinatore delle forze di polizia) ad intraprendere azioni e misure più efficaci nella lotta alle organizzazioni criminali che producono e smerciano Cd contraffatti, al fine di tutelare i titolari dei diritti d'autore e connessi utilizzando gli strumenti (tra cui sanzioni e pene detentive più gravi) messi a disposizione dalla legge n. 248/2000. Nel suo intervento, Giulietti ha richiamato l'impegno degli organi di governo a difesa del patrimonio culturale italiano, manifestando preoccupazione per il calo delle vendite subite dall'industria discografica nazionale (confermato dalle cifre diffuse in questi giorni dall'associazione di categoria FIMI, che informano di una flessione di fatturato di quasi l'8 % , mentre il numero di Cd e cassette venduti è sceso del 9 % rispetto allo scorso anno, vedi news).
Intanto, in Inghilterra, le questioni riguardanti il diritto d'autore potrebbero diventare materia di insegnamento scolastico obbligatorio, secondo quanto ha anticipato intervenendo al recente Midem di Cannes Bill Rammell, funzionario del governo Blair con l'incarico di segretario privato del ministro per la Cultura, i Media e lo Sport Tessa Jowell. “Ci sono diverse cose che possiamo fare sul piano tecnico – ha detto Rammell intervenendo a una conferenza sull'argomento organizzata nel corso della manifestazione – ma la sfida più grande è rendere consapevole la gente dell'importanza del copyright”.
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