Luciano Ligabue:
'Il mio film è come un blues'

Luciano Ligabue: 'Il mio film è come un blues'

Luciano Ligabue si è recato a Milano per presentare il suo secondo (“Non dirò mai più che è l'ultimo”) film, “Da zero a dieci”.

Accompagnato da sei degli otto protagonisti del suo nuovo sforzo cinematografico, il rocker di Correggio ha voluto mettere immediatamente le cose in chiaro: “Non è un film generazionale, non voglio che si usi questo termine, è troppo riduttivo”. In effetti di carne al fuoco in “Da zero a dieci” ce n'è davvero tanta per essere riassunta con una sola parola (e, soprattutto, con un solo film). Il dramma di cui si parla, infatti, non è quello dei quarantenni ma quello di quattro amici la cui giovinezza è stata bruscamente interrotta dall'attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Vent'anni dopo gli stessi ragazzi vogliono riprendersi quello che hanno perso recuperando un weekend.


“I miei personaggi non hanno paura di crescere, ma sono stati costretti a farlo. Sono persone che hanno un'idea molto chiara della loro vita e che vogliono recuperare il proprio passato”. Oltre a questo, Luciano inserisce nella trama tanti altri temi come l'omosessualità, il cancro, il divorzio, la morte e la perdita di un sogno arricchendo fin troppo un'idea di per sé molto valida. Il film riesce così perfettamente nel suo intento principale (il passato non si può ricreare) conferendo un senso di amarezza diffuso, nonostante i toni scherzosi, al viaggio a ritroso dei quattro amici; ma quando l'obiettivo si sposta su tanti altri piccoli drammi il film perde in semplicità non riuscendo a focalizzare nemmeno i singoli personaggi appena abbozzati da alcuni episodi.
“Il mio film è come un blues”, ha esclamato il rocker di Correggio, ed infatti è proprio così perché il ricordo del passato, il tentativo di far tornare tutto come prima, è doloroso come un brano blues e, come ogni buona canzone, ha un ritornello che fa presa come, in questo caso, la fatidica domanda “Ma da uno a dieci, quanto daresti alla tua vita?”.”I voti li prendi e li dai per tutta la vita”, ha spiegato il cantante, ”l'importante è andare avanti comunque”.

Ligabue però è anche un rocker e presto l'obiettivo si sposta anche sul suo “primo lavoro", quello del musicista, e quindi sul suo prossimo disco. “Sto lavorando incessantemente al mio prossimo album. Ci credo veramente molto. Se non avessi un disco a cui tengo così tanto avrei fatto uscire una colonna sonora”.
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