Shakira: 'I miei panni sporchi li lavo in Europa'

Shakira: 'I miei panni sporchi li lavo in Europa'
Shakira Isabel Mebarak Ripoll è una di quelle ragazze che ti lasciano un po' così. Insomma, ti viene presentata come l'ultima stella del ritmo latino, bella e sofisticata, l'unica, così si legge nel comunicato stampa, “in grado di oscurare Jennifer Lopez”, osannata dal pubblico di mezzo mondo e da illustri connazionali (di lei Gabriel García Márquez ha scritto che “la sua musica ha un suo marchio personale, non assomiglia a nessuno e nessuno può cantare e ballare con quella stessa innocente sensualità) che è naturale farsi una strana idea di lei. Si diventa sospettosi. Si storce la bocca e si pensa, con un filo di rammarico, “ah, eccone un'altra”. E invece Shakira sexy lo vuole essere, naturalmente visto il suo bell'aspetto, ma non in modo sfacciato; anche se il buon gusto, bisogna ammetterlo, sta davvero altrove. Mentre ci accomodiamo in una stanzetta arredata in stile impero, ci viene raccomandato, prima di cominciare con le domande, di presentarci dicendo il nostro nome e la testata per la quale lavoriamo. Perché “Shakira, pignola e precisa, ci tiene molto”. Già, forse perché il suo nuovo album, “Laundry service”, ossia “Servizio di lavanderia”, prodotto da Emilio Estefan, marito di Gloria, ha portato i suoi panni sporchi in tutte le lavatrici d'Europa. Qui, o almeno in Italia, Shakira sembra essersi ricavata il suo piccolo spazio nelle riviste che mescolano tendenza e moda, e nelle radio, dove il suo singolo “Whenever wherever” è molto trasmesso. Eppure lei, abituata al successo ormai da quando, adolescente, abbandonò la sua natia Colombia per lidi più sicuri, è tranquilla e paziente. Sorride la piccola bocca illuminata appena da un filo di lucidalabbra e sorridono gli occhi nerissimi, puntati come spilli in un viso minuto, nascosto da un serpeggiare di riccioli biondi e extension color della pece. Ed è praticamente impossibile evitare di notare il suo abbigliamento, tanto diverso da quello proposto dalle ultime Britney Spears di turno, come malignamente potevamo pensare: jeans consumati, una maglia a maniche lunghe di quelle tanto amate dai metallari con una immagine truce di Ozzy Osbourne, occhiali scuri in stile anni '80 e catene, catene, catene. Ovunque. Anche intorno agli esili polsi, circondati da spuntoni metallici luccicanti degni del punk più marcio. Shakira ci guarda curiosa, saluta in italiano e aspetta che tutti si siano sistemati sulle poltroncine dorate con i braccioli a forma di cigno. Qualcuno rimane impietrito davanti al suo faccino, e il rumore della città viene inghiottito, subito dopo, dal silenzio. Poi, improvvisamente, le viene chiesto se è vera la voce che la piccola Shakira salirà sul grande palco dell'Ariston di San Remo, il festival musicale più amato dagli italiani, ma anche dai sudamericani. “Sì, me l'hanno proposto, e ci ho pensato”, spiega con un filo di voce, “ma la cosa non è ancora stata confermata. Pero, espero que sì!”. E' serena Shakira. Per lei sembra esserci solo il lavoro, che dall'età di otto anni l'ha portata a conquistarsi diversi Latin Grammy, riconoscimenti di MTV e milioni di dischi venduti, e la passione per la musica. La sua, in particolare. “Quello che mi piace del modo in cui scrivo e di ciò che compongo”, risponde in un gorgoglio di risatine imbarazzate, “è che cerco sempre di non cadere nei cliché. Cerco sempre di trovare nuovi modi per esprimermi, e questo credo mi porti anche molto divertimento. Sono sempre pronta ad esplorare cose nuove, nella mia musica”. Anche se, come ammette candidamente, in futuro vorrebbe solo “riposare per un po', fare un altro disco, comprare una fattoria, cavalli, mucche e campi di cipolle e pomodori e fare bambini, circondarli di cani e comprare tanti libri e, poi, morire in pace”. Alla fine Shakira ci confessa anche che per il futuro si augura due cose. La prima è di imparare l'italiano, e anche “molto bene”. La seconda è, prevedibilmente, di ritornare nella nostra bella Europa per fare un po' di promozione, suonare dal vivo e magari sfondare anche qui come in Sud America. A questo punto una voce si alza, interrompe Shakira e le suggerisce che se per caso avesse bisogno di un insegnante, per il suo italiano, non ci sarebbero problemi. Ma lei, come una vera principessina delle favole, ride un po', si copre la bocca con la piccola mano dove luccica un vistoso anello e declina con un candido, regale, “no”.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.