La nuova EMI/Virgin: de Buretel resta, se ne va Conroy

Gran Bretagna distinta dal resto d'Europa come area di mercato a se stante; conferma della fiducia al responsabile europeo Emmanuel de Buretel (ma con funzioni ridotte al territorio continentale); accentramento di Virgin ed EMI inglesi sotto la responsabilità del boss EMI UK & Ireland Tony Wadsworth (a farne le spese è Paul Conroy, l'ex numero uno inglese di Virgin, già dimessosi).
E' questo il nuovo assetto strategico europeo deciso e messo in atto da Alain Levy e David Munns, la coppia di manager che dall'ottobre scorso (vedi news) ha preso i posti di comando alla major britannica: la conferma più attesa (almeno in Italia) riguardava de Buretel, che alcune voci davano per possibile vittima del “ribaltone” avvenuto al vertice della società dopo l'uscita di scena del suo diretto superiore Ken Berry (vedi news). Il piccolo e dinamico manager francese, che negli ultimi due anni ha pilotato i successi internazionali di Manu Chao, Air e Daft Punk (e che, a quanto si dice, vanta un ottimo feeling con l'attuale presidente e amministratore delegato di EMI/Virgin in Italia, Riccardo Clary), resta invece al suo posto, sia pure con responsabilità ridotte ai paesi dell'Europa continentale (con l'aggiunta di Africa e Medio Oriente) e l'impegno a lavorare in stretta collaborazione con il suo pari grado britannico, Wadsworth. L'attribuzione a quest'ultimo della direzione della Virgin inglese è probabilmente un riconoscimento dei risultati conseguiti nel corso di un anno che ha fruttato alla EMI il rilancio della carriera di Kylie Minogue, il consolidamento di Robbie Williams (con un progetto particolare e a rischio come l'album di cover “Swing when you're winning”) e l'affermazione internazionale di band emergenti come Coldplay, Gorillaz e Starsailor: ma anche, ha sottolineato Levy, la conseguenza della necessità di dedicare energie particolari ad un mercato importante e potenzialmente ricco di hit makers come quello inglese.
Dal canto suo Wadsworth (che guida la EMI inglese dal 1998) ha sottolineato che le due etichette del gruppo manterranno stili e “culture” differenti, pur lavorando sotto lo stesso tetto: al nuovo responsabile unico risponderanno direttamente Philippe Ascoli, David Boyd e Hugh Goldsmith, gli executive che guidano le tre etichette del gruppo Virgin (Virgin, Hut e Innocent Records rispettivamente).
L'unificazione delle due società facenti capo alla major britannica non lascia invece spazio a Paul Conroy, guida storica della Virgin inglese e protagonista in prima persona del successo-monstre delle Spice Girls (34 milioni di album venduti nel mondo): stando alle cronache riportate dalla stampa specializzata, la sua improvvisa “liquidazione” è stata accolta con costernazione dallo staff londinese dell'etichetta.
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